Ragazza investita a Vibo Valentia: la famiglia chiede interventi istituzionali
Famiglia di ragazza investita a Vibo Valentia chiede interventi istituzionali per migliorare sistema sanitario e sicurezza stradale

Una famiglia di Vibo Valentia ha rivolto un appello alle istituzioni dopo che la loro figlia, una giovane pianista, è rimasta gravemente ferita in un incidente stradale. La 23enne, Andrea Minasi, è stata investita sulle strisce pedonali il 28 luglio e ricoverata in terapia intensiva in condizioni critiche. La famiglia, attraverso una lettera aperta, ha chiesto interventi per migliorare il sistema di emergenza e la sicurezza stradale, auspicando un cambiamento per evitare che altre famiglie possano vivere lo stesso dolore.
Un appello per un sistema più efficiente
La lettera, scritta dalla zia Immacolata Corso e sottoscritta da tutta la famiglia, è stata indirizzata al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e al presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto. Tra i temi principali, la famiglia ha sottolineato i tempi dell’intervento dei soccorsi, che hanno visto un’attesa di circa cinquanta minuti dopo l’incidente. La sopravvivenza di una persona non può dipendere dalla fortuna, scrivono i familiari, ma deve dipendere da un sistema capace di intervenire rapidamente ed efficacemente.
La famiglia ha anche chiarito che non si tratta di una battaglia contro gli operatori del 118, ma di una richiesta di miglioramento del sistema organizzativo. «Non è una battaglia contro i medici. Non è una battaglia contro gli infermieri», hanno sottolineato. Al presidente della Regione Calabria è stato chiesto un rafforzamento della rete dell’emergenza-urgenza, con più personale, mezzi e una migliore organizzazione. Tra le richieste, anche un sistema di elisoccorso in grado di garantire interventi rapidi.
Un ringraziamento e una richiesta
Nella lettera, i familiari hanno espresso un ringraziamento per l’impegno degli operatori sanitari e dell’Arma dei Carabinieri, che hanno mostrato vicinanza non solo in ambito investigativo ma anche umano. Abbiamo visto uno Stato presente, hanno sottolineato, auspicando che questa vicinanza possa arrivare da tutte le istituzioni. Inoltre, hanno richiesto un piano nazionale per rendere più sicuri gli attraversamenti pedonali, aumentare l’illuminazione e i controlli, introdurre interventi mirati nei punti a rischio e rafforzare l’educazione stradale. La famiglia ha anche chiesto all’alta leadership nazionale di affrontare il problema della carenza di medici e di intervenire sulla programmazione del fabbisogno e sulla formazione dei professionisti sanitari. «Noi non chiediamo vendetta – scrivono i familiari – chiediamo prevenzione». L’obiettivo dichiarato è quello di evitare che altre famiglie possano vivere lo stesso dolore.
Andrea, raccontano i familiari, è una giovane che aveva scelto di restare nella propria terra, costruendo il proprio futuro a Vibo Valentia. Pianista e studentessa del Conservatorio “Fausto Torrefranca”, aveva deciso di rimanere in Calabria, una scelta controcorrente in una regione dove tanti giovani sono costretti a partire. Dopo l’incidente, la famiglia ha annunciato l’intenzione di promuovere un’interrogazione parlamentare, affinché il nome di Andrea non resti legato solo alla tragedia, ma possa diventare il simbolo di un cambiamento nella sanità e nella sicurezza dei cittadini.
