Gemelli quattordicenni seviziati per quattro ore: la famiglia denuncia e chiede intervento
Due gemelli quattordicenni vittime di sevizie per quattro ore, denuncia dei genitori e preoccupazioni per disagio giovanile.

Due gemelli quattordicenni vittime di sevizie per quattro ore
Due gemelli quattordicenni sono stati seviziati per circa quattro ore da un gruppo di adolescenti, in un episodio che ha suscitato preoccupazione e indignazione. L’aggressione, avvenuta giovedì in un campo di soia di proprietà di uno dei ragazzi coinvolti, è stata denunciata dai genitori dei due ragazzi il giorno successivo, accompagnata da filmati e chat che hanno permesso di identificare tutti i responsabili. I due ragazzi, entrambi italiani e incensurati, sono stati accusati di aver fatto la “spia” con il custode della chiesa in merito a una bravata avvenuta nei giorni precedenti, ma questa accusa non era vera. L’episodio ha riportato al centro il tema del disagio giovanile, con preoccupazioni per la mancanza di interventi efficaci.
La dinamica dell’aggressione e le accuse
Secondo le ricostruzioni, i due fratelli sono stati attirati con l’inganno in un campo di soia, dove sono stati accerchiati da un gruppo di adolescenti. L’aggressione, durata circa quattro ore, ha visto i due ragazzi rapinati del telefono cellulare e di circa 15 euro, costretti a spogliarsi, insultati, minacciati e più volte picchiati. In uno dei video consegnati ai carabinieri si vede uno dei ragazzi, seminudo, mentre viene spinto sotto il getto di un impianto di irrigazione tra insulti e umiliazioni. Il 19enne, il maggiore del branco, è arrivato sul posto solo in un secondo momento, ma non ha tentato di mettere fine alle violenze. I genitori, preoccupati per la salute e il benessere dei figli, hanno deciso di denunciare l’episodio, fornendo agli investigatori anche i filmati e le conversazioni circolate nelle chat.
La reazione delle istituzioni e il dibattito pubblico
La notizia dell’aggressione ha suscitato reazioni a livello nazionale, con il sindaco di Conegliano che ha incontrato la famiglia delle vittime. «Quello che è successo è gravissimo, non c’è alcuna giustificazione», ha detto il primo cittadino, sottolineando l’importanza di un intervento congiunto da parte di istituzioni, forze dell’ordine e famiglie. «Questo intervento necessario, però, deve essere fatto da parte di tutti i soggetti della comunità», ha aggiunto, ringraziando le forze dell’ordine per il lavoro svolto. Il sindaco ha espresso la speranza che i responsabili vengano individuati e fatti fronte alle loro responsabilità, indipendentemente dall’età. La famiglia, intanto, ha espresso il desiderio di dedicare tutto il tempo ai figli, rassicurando che non intende traslocare.
Un vertice per affrontare la violenza giovanile
In vista di un vertice sulla sicurezza, previsto domani mattina in Prefettura, saranno presenti il prefetto Angelo Sidoti, il questore Alessandra Simone e tutte le forze dell’ordine. L’incontro, richiesto dal sindaco di Conegliano Fabio Chies, mira a trovare soluzioni per ridurre i fenomeni di violenza giovanile. Il comandante della polizia locale del Coneglianese, Claudio Mallamace, sarà presente al vertice. L’obiettivo è cercare possibili interventi per prevenire episodi simili e garantire la sicurezza dei ragazzi. La famiglia delle vittime, intanto, continua a chiedere supporto e intervento, sperando in un futuro più sicuro e protetto per i propri figli.
