Navi Ong tedesche nel Mediterraneo: 73 migranti in arrivo a Ravenna, tensione tra Italia e Germania
73 migranti soccorsi da una nave Ong tedesca in mare e in arrivo a Ravenna, tensione tra Italia e Germania sul ruolo delle Ong e responsabilità migratorie.

Il 18 agosto, 73 migranti provenienti dalla Libia sono in arrivo a Ravenna a bordo della nave Ong tedesca Humanity 1, dopo essere stati soccorsi al largo di Lampedusa. L’evento ha acceso nuove tensioni tra Italia e Germania, con il ministro Matteo Piantedosi che ha sollevato questioni sul ruolo delle Ong tedesche e sulle responsabilità legate ai soccorsi in mare. La nave, che ha effettuato due salvataggi in due giorni, ha ricevuto l’autorizzazione per il primo sbarco, ma il secondo potrebbe non essere considerato “autorizzato”, con il rischio di un fermo amministrativo.
Responsabilità e diritto internazionale
L’avvocato Arturo Centore, esperto di diritto marittimo e ex comandante per ONG come la Sea-Watch 3, ha chiarito che la gestione dei soccorsi non dipende dalla bandiera della nave, ma dallo Stato competente per l’area SAR (Search and Rescue) in cui avviene l’evento. L’Italia, attraverso il suo MRCC (Centro di Coordinamento del Soccorso Marittimo), è responsabile del coordinamento delle operazioni in quelle acque. Secondo Centore, il Decreto Piantedosi (n. 1/2023) impone ai comandanti di seguire gli ordini di Roma, a meno che non si metta a repentaglio la vita delle persone.
La questione delle compensazioni
Il confronto tra Roma e Berlino sembra destinato a spostarsi dal piano dei singoli salvataggi a quello più ampio della gestione delle responsabilità dopo lo sbarco. Il nuovo Patto UE (UE 2024/1351) ha introdotto il concetto di “responsibility offsets”, attraverso cui uno Stato può assumersi la responsabilità di una domanda di protezione che spetterebbe a un altro Paese, a titolo di contributo alla solidarietà europea. Il Consiglio UE ha fissato una soglia minima annuale di 21mila ricollocamenti oppure di 420 milioni di euro, pari a 20mila euro per ogni ricollocamento non effettuato.
La questione non si esaurisce nel porto di sbarco, ma riguarda anche la distribuzione delle responsabilità legate alle persone soccorse in mare e alle loro domande di protezione internazionale. La Germania, attraverso le Ong tedesche, è spesso destinataria di fondi statali, e il ruolo di queste Ong nel sistema europeo di solidarietà è al centro del dibattito. Il ministro Piantedosi ha sollevato il tema del ruolo della Germania nel sistema complessivo, anche alla luce delle Ong tedesche impegnate nei soccorsi.
Malta e l’inadempienza del diritto internazionale
Secondo Centore, il numero di persone soccorse e successivamente sbarcate in Italia è influenzato anche dall’inadempienza di Malta, che non adempie mai (o quasi) ai doveri del diritto marittimo internazionale. Malta ha ratificato la Convenzione SAR, ma non ha accettato gli emendamenti del 2004 sullo sbarco nel place of safety. L’Italia, invece, interviene anche quando dovrebbe intervenire un altro Stato/ MRCC competente, come ha spiegato Centore.
La nave Humanity 1 è stata indirizzata a Ravenna, lontano dall’area in cui è avvenuto il soccorso. L’assegnazione di porti distanti è diventata una pratica frequente negli ultimi anni, con l’obiettivo di distribuire il carico migratorio su altre regioni, anche se costituisce un costo per le Ong. Il coordinamento parte dal primo contatto della nave soccorritrice con l’MRCC di Roma, competente per un’area che va ben oltre le acque territoriali. Se un comandante rifiuta di seguire le indicazioni sul porto di approdo, può incorrere in sanzioni amministrative, tra cui un fermo amministrativo della nave per 20 giorni. Tuttavia, in sede giudiziaria, possono essere valutate eventuali motivazioni tecniche, come condizioni di navigazione difficili o la presenza a bordo di persone con particolari esigenze.
