Animali selvatici detenuti come pet: due serval sequestrati nel Bresciano, la situazione in Italia è allarmante

Due serval sequestrati nel Bresciano per detenzione illegale, la situazione in Italia e in altri Paesi è preoccupante.

Due serval sono stati sequestrati nel Bresciano per detenzione illegale, un episodio che mette in luce un fenomeno in crescita in Italia e in altri Paesi. L’episodio, avvenuto a Adro, ha visto i Carabinieri Forestali intervenire in un appartamento privato dove due esemplari di questa specie erano detenuti illegalmente. Il serval, un felino originario dell’Africa subsahariana, è considerato pericoloso per la salute e l’incolumità pubbica, e la sua detenzione da parte di privati è vietata. La situazione in Italia è allarmante, con un aumento del numero di casi simili, che spesso coinvolgono animali esotici detenuti come pet.

Il serval: un predatore perfetto della savana

Il serval, conosciuto scientificamente come Leptailurus serval, è uno dei felini più affascinanti e iconici dell’Africa subsahariana. Con un mantello maculato che ricorda quello del ghepardo e grandi orecchie in grado di cogliere il minimo fruscio nell’erba alta, il serval è un predatore perfetto della savana. Grazie alle sue zampe lunghe e alle orecchie estese, è in grado di localizzare prede anche quando si muovono sottoterra o nell’erba fitta. Con balzi che raggiungono due metri d’altezza e tre di lunghezza, il serval si scaglia sulla preda con una percentuale di successo vicina al 50%, un valore nettamente superiore a quello di altri grandi felini come leoni o leopardi.

La detenzione di animali selvatici come il serval è vietata in Italia, e lo è in modo inequivocabile. La Legge 157/1992 sulla tutela della fauna selvatica, il Decreto Ministeriale del 19 aprile 1996 e il Decreto Legislativo 135/2022 sulle specie esotiche e selvatiche stabiliscono che la detenzione, la vendita, l’acquisto e l’importazione di serval da parte di privati cittadini sono tassativamente vietate. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 5775 del 12 febbraio 2026, ha chiarito che il divieto assoluto di detenzione si applica anche agli esemplari nati e cresciuti in cattività, indipendentemente dal numero di generazioni trascorse dall’inizio dell’allevamento domestico.

La legge e il rispetto per la fauna selvatica

La detenzione di animali selvatici in casa provoca forte stress psicofisico e potenziali comportamenti aggressivi reattivi. I due serval sequestrati ad Adro sono stati trasferiti in una struttura autorizzata e specializzata nella gestione della fauna selvatica, dove saranno garantite condizioni di custodia idonee al loro benessere biologico ed etologico. Non vi è dunque alcuno spazio per interpretazioni di comodo o scappatoie legali.

La salvaguardia della fauna selvatica passa innanzitutto dal rispetto dei suoi habitat e dal rifiuto di alimentare un mercato che priva gli animali della propria libertà etologica. L’episodio di Adro ricorda ancora una volta come la passione per la natura non debba mai trasformarsi in possesso egoistico. La detenzione di animali selvatici come pet non solo viola la legge, ma mette a rischio la salute e la sicurezza pubblica, nonché la conservazione delle specie in natura.

Il fenomeno non è limitato al Bresciano: in altri Paesi, come a Maiorca, sono stati sequestrati esemplari di serval, puma e leopardo, gestiti da una coppia che alimentava un fiorente commercio illegale online. Questi casi dimostrano come la detenzione di animali selvatici come pet sia un problema crescente, che va affrontato con maggiore attenzione e sensibilità. La legge è chiara, ma la cultura del possesso egoistico deve essere combattuta.