Caro carburante in Trentino Alto Adige: 5 mila imprese in ginocchio, l’Europa non interviene?

Prezzi dei carburanti in aumento del 20%, 5 mila imprese in difficoltà, chiesta intervento europeo.

Camionisti e tassisti in Trentino Alto Adige pagano il caro carburante, 5 mila imprese in difficoltà
Camionisti e tassisti in Trentino Alto Adige pagano il caro carburante, 5 mila imprese in difficoltà

Dal primo luglio 2026, il diesel e la benzina hanno registrato un aumento del 20,9% e del 19,6%, rispettivamente, a causa del conflitto tra Stati Uniti e Iran. Questo incremento ha portato a un costo del pieno per un autocarro superiore ai mille euro, mettendo in ginocchio camionisti, tassisti e chi guida per lavoro. In Trentino Alto Adige, quasi 5 mila imprese sono coinvolte in questa situazione, con la Cgia che chiede un intervento europeo per alleviare la pressione sui settori più colpiti.

Impatto sulle imprese e sui professionisti della strada

La Cgia ha sottolineato come il caro carburante non riguardi solo le famiglie, ma colpisca in modo particolare i professionisti della strada. Tra questi, autotrasportatori, tassisti, Ncc e agenti di commercio, che ogni giorno percorrono centinaia di migliaia di chilometri. In Trentino Alto Adige, le imprese coinvolte in queste categorie sono 4780, con un impatto significativo sulle attività economiche locali.

La situazione è diventata insostenibile per molti operatori del settore.

Le misure nazionali non bastano

La Cgia ha ribadito che le misure prese a livello nazionale non sono sufficienti per risolvere la crisi. L’organizzazione ha chiesto un intervento a livello europeo per permettere ai singoli Paesi di ridurre le imposte sui prodotti energetici, senza mettere a rischio l’equilibrio dei conti pubblici. L’Unione europea, secondo la Cgia, dispone degli strumenti necessari per una risposta coordinata, come dimostrato durante la crisi ucraina. La situazione si presenta come una criticità che interessa l’intero territorio europeo, non solo l’Italia. I rincari nel nostro Paese, sebbene significativi, risultano comunque più contenuti rispetto a quelli registrati in altri Stati membri. La Cgia ha espresso preoccupazione per l’inerzia delle istituzioni europee e ha chiesto un’azione tempestiva per proteggere i cittadini e il tessuto produttivo.

Le conseguenze economiche e sociali

Il caro carburante ha avuto conseguenze dirette sulle imprese e sui lavoratori. Gli agenti di commercio, i tassisti e i Ncc, che passano gran parte della giornata al volante, sono i più colpiti. La Cgia ha sottolineato come il costo del carburante abbia ridotto i margini di profitto e reso difficile la sostenibilità delle attività. Inoltre, la situazione ha creato un divario tra ricchi e poveri, con stipendi in calo e una maggiore pressione sulle famiglie.

La crisi del caro carburante ha messo in difficoltà molte imprese e lavoratori.

La Cgia ha anche sottolineato come il settore fieristico e le attività legate al turismo siano stati colpiti, con un impatto sulle regioni montane. In Trentino Alto Adige, il turismo è una delle colonne portanti dell’economia, e la situazione del carburante ha reso più complessa la gestione delle attività legate al settore. La Cgia ha auspicato un intervento europeo per garantire una risposta efficace e coordinata.