Smog, la Regione Veneto blocca il divieto per 325mila auto diesel Euro 5
La Regione Veneto valuta misure alternative per ridurre l’inquinamento senza bloccare le auto diesel Euro 5.

La Regione Veneto ha deciso di bloccare il divieto di circolazione per le 325mila auto diesel Euro 5, una misura che avrebbe dovuto entrare in vigore a ottobre 2026. La decisione, annunciata dal governatore Alberto Stefani, nasce da un’analisi delle alternative per ridurre l’inquinamento senza imporre un’onere eccessivo alle famiglie e alle aziende. La transizione ecologica, secondo il governo regionale, non può ricadere solo sui cittadini, ma deve essere accompagnata da misure alternative che permettano di rispettare le normative europee sulla qualità dell’aria.
Alternative per ridurre lo smog senza bloccare le auto
La Regione ha valutato diverse opzioni per mitigare l’impatto dell’inquinamento, evitando il divieto per le auto diesel Euro 5. Tra le misure ipotizzate, si segnala il lavaggio delle strade in città con più di 100mila abitanti, come Venezia, Padova, Verona e Vicenza, quando si attiva l’allerta arancione o rossa per le polveri sottili. Questa pratica, che potrebbe durare circa 20 giorni l’anno, è vista come una soluzione temporanea per ridurre la concentrazione di PM10 nell’aria.
Smart working e incentivi per il trasporto sostenibile
Un’altra misura proposta è l’implementazione del smart working per i dipendenti degli enti pubblici, salvo quelli che svolgono funzioni essenziali. Questa misura, attivabile in caso di allerta per le polveri sottili, potrebbe ridurre il traffico e quindi l’inquinamento. Inoltre, la Regione sta valutando l’estensione del bando per il rinnovo dei veicoli aziendali e l’introduzione di incentivi per l’uso della bicicletta, come il “bike to work”, che partirà dal prossimo anno. La Regione ha anche previsto l’implementazione del “move-in”, un sistema di monitoraggio dei veicoli inquinanti, incluso per gli Euro 5 diesel, a partire da ottobre 2027. Inoltre, sono in discussione nuove piste ciclabili, l’elettrificazione della tratta ferroviaria Adria-Mestre e la sostituzione di autobus e treni con mezzi a basso impatto. Queste misure, se efficaci, potrebbero ridurre l’inquinamento in modo significativo, superando l’effetto del blocco delle auto diesel.
Secondo le stime di Palazzo Balbi, le misure alternative potrebbero portare a una riduzione degli inquinanti superiore a quella ottenuta con il divieto. Tuttavia, la Regione ha anche valutato l’estensione del divieto di utilizzo degli impianti a biomassa durante le allerte per le polveri sottili. Inoltre, è in discussione un bando per la conversione dei veicoli Euro 5 diesel in “dual fuel”, con un finanziamento stimato in 3 milioni di euro. La decisione finale, però, dipende dall’efficacia delle misure alternative e dal rispetto delle normative europee.
Le auto diesel Euro 5, immatricolate tra il 2009 e il 2015, rappresentano circa il 10% del totale dei veicoli in circolazione in Veneto. La decisione di non bloccarle, sebbene possa sembrare un passo indietro, è vista come una strategia per evitare un impatto eccessivo sulle famiglie e sull’economia regionale. La Regione continuerà a monitorare l’efficacia delle misure alternative e potrebbe apportare modifiche nel tempo.
