Le perdite energetiche durante il caricamento di un’auto elettrica: “Come se perdessi un quarto di litro di benzina”
Le perdite energetiche durante il caricamento di un’auto elettrica possono raggiungere il 15%, come sottolinea l’ADAC. Il confronto tra caricamento a casa e in pubblico rivela differenze significative.
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Le perdite energetiche durante il caricamento di un’auto elettrica sono un tema sempre più rilevante, soprattutto con l’aumento del numero di veicoli a trazione elettrica. Secondo i test condotti dall’ADAC, le perdite possono variare tra il 5 e il 15%, un dato che mette in luce l’efficienza non perfetta del processo di ricarica. Queste perdite sono dovute principalmente alla conversione del corrente alternata in corrente continua, al consumo di energia da parte dei componenti attivi durante il caricamento e alle perdite nei cavi e negli stessi moduli della batteria. La situazione è ulteriormente complessa quando si considera il calore generato durante il processo, che può essere paragonato al rilascio di un quarto di litro di benzina.
Caricamento a casa: il modo più efficiente
Secondo i risultati dei test dell’ADAC, il caricamento a casa è il modo più efficiente per ridurre le perdite energetiche. I costi dell’energia domestica sono generalmente inferiori rispetto a quelli delle stazioni di caricamento pubbliche, e l’uso di un wallbox potente permette di minimizzare le perdite. I test hanno simulato diversi scenari: il caricamento da un normale prese 230 V (2,3 kW), il caricamento da un wallbox con potenza massima di 11 kW o 22 kW, e il caricamento da un wallbox con potenza limitata a 4,1 kW, che imita il caricamento da un impianto fotovoltaico. I dati mostrano che le perdite sono significativamente inferiori quando si utilizza un wallbox rispetto al caricamento da una presa domestica.
Le perdite sono maggiori quando la batteria è a bassa temperatura. Ad esempio, i test hanno rivelato che le perdite sono maggiori quando la batteria è a bassa temperatura (0 °C) rispetto a quando è a temperatura ambiente (23 °C). Inoltre, il caricamento da una presa domestica ha mostrato perdite molto elevate, come nel caso del Mercedes CLA EQ, che ha registrato un’efficienza del 24,2%. Questo è attribuibile al consumo di energia da parte dei componenti attivi durante il caricamento e alla lunghezza dei cavi utilizzati.
Le perdite dipendono da diversi fattori
Le perdite energetiche durante il caricamento non sono uniformi e dipendono da diversi fattori, tra cui la temperatura della batteria, il tipo di caricatore utilizzato e lo stato della batteria stessa. Il calore generato durante il processo di caricamento, che può essere paragonato al rilascio di un quarto di litro di benzina, non è utilizzato per la propulsione, ma è un costo energetico aggiuntivo. L’ADAC ha sottolineato che, sebbene le perdite siano significative, non si può concludere che le auto a combustione siano più efficienti in termini di consumo energetico. La efficienza del motore elettrico è infatti due o tre volte superiore a quella dei motori a combustione.
Il caricamento rapido può comportare un aumento del consumo di energia per il riscaldamento o il raffreddamento della batteria. Per questo motivo, è importante bilanciare la velocità del caricamento con l’efficienza energetica. Inoltre, l’ADAC ha evidenziato che l’uso di un caricatore a corrente continua (DC) può ridurre le perdite rispetto al caricamento da una presa domestica, ma richiede un’attenzione particolare alla gestione della temperatura della batteria. In alcuni casi, limitare la potenza del caricamento può aiutare a ridurre le perdite associate al raffreddamento, ma potrebbe anche prolungare il tempo di caricamento.
Il caricamento a casa con un wallbox rappresenta la soluzione più efficiente, ma è necessario adottare strategie mirate per ottimizzare il consumo energetico. L’ADAC ha concluso che, nonostante le perdite energetiche siano significative, il caricamento a casa rimane la scelta più economica e sostenibile per gli utenti di auto elettriche.
