Test sanguigno rapido per distinguere infezioni batteriche e virali nei neonati in 15 minuti
Nuovo test sanguigno in 15 minuti per identificare infezioni batteriche nei neonati, riducendo uso inutile di antibiotici.
Un test sanguigno in grado di distinguere in 15 minuti se un neonato ha un’infezione batterica o virale potrebbe rivoluzionare la gestione delle emergenze pediatriche. Il test, basato sui livelli di due proteine – CD64 e CD169 – nei globuli bianchi, permette di identificare con precisione il tipo di infezione, evitando l’uso inutile di antibiotici. Questo è il risultato di un’indagine condotta su 85 neonati con febbre, presentata al Congresso Europeo di Medicina di Emergenza a Parigi. Il test, che ha mostrato un’alta accuratezza, potrebbe ridurre il rischio di resistenza batterica e migliorare la cura dei bambini in ospedale.
Un passo avanti nella diagnosi pediatrica
Il test, sviluppato da Tommaso Bellini del Giannina Gaslini Institute a Genova, si basa su una ricerca durata diversi anni. I dati raccolti mostrano che il confronto dei livelli di CD64 e CD169 nei neutrofili e monociti permette di distinguere con successo tra infezioni batteriche, virali e non infettive. I risultati, ottenuti in 15-20 minuti in laboratorio, hanno identificato correttamente 15 casi di infezioni batteriche, 44 di tipo virale e 26 senza infezione. Questo livello di accuratezza rappresenta un importante avanzamento per la medicina pediatrica. Bellini, che cerca di rendere il test più rapido e accessibile, ha sottolineato l’importanza di una diagnosi tempestiva per evitare trattamenti inutili.
Un’alternativa alle diagnosi tradizionali
Finora, i test tradizionali per distinguere tra infezioni batteriche e virali richiedono ore, spesso portando a un uso precauzionale di antibiotici. Secondo Bellini, solo il 15% dei neonati con febbre ha una infezione batterica seria, il resto ha infezioni virali o non infettive. L’uso inutile di antibiotici non solo aumenta il rischio di resistenza, ma anche di effetti collaterali. Il test, invece, permette di decidere in modo più preciso se somministrare antibiotici o no, riducendo il rischio di danni non necessari.
Il test è stato testato in diverse situazioni, tra cui un’epidemia di dengue in Martinica, dove un collaboratore di Fabrice Malergue ha scoperto che alcuni pazienti avevano in realtà una leptospirosi batterica, una malattia potenzialmente letale senza trattamento. Questi casi hanno dimostrato l’efficacia del test anche in contesti diversi, come le infezioni trasmesse da zanzare o da zecche. Inoltre, altri gruppi di ricerca hanno replicato i risultati e hanno migliorato la velocità e la facilità di utilizzo del test, dimostrando che funziona anche nei bambini.
Malergue, che ha lavorato per anni al test, ha sottolineato l’importanza di testare il metodo su neonati, poiché il sistema immunitario di questi bambini è ancora in sviluppo. I dubbi iniziali sui marker CD64 e CD169 sono stati superati grazie ai dati raccolti. Il test potrebbe rappresentare un passo significativo verso una diagnosi più precisa e responsabile nei neonati. Bellini, inoltre, spera di condurre un trial su 300-500 neonati in diversi ospedali per confermare l’efficacia del test in condizioni reali. Intanto, Malergue e i suoi colleghi hanno sviluppato un dispositivo portatile che analizza campioni di sangue prelevati con un piccolo prelievo, rendendo il test più accessibile e rapido.
