L’Europa si stringe attorno all’intelligenza artificiale
Nuove regole UE per l’IA: obblighi di trasparenza e sanzioni fino a 35 milioni di euro.

Da oggi, in tutta l’Unione europea, sono entrati in vigore nuovi obblighi di trasparenza per chatbot e sistemi di intelligenza artificiale (IA) che dovranno informare gli utenti quando interagiscono con un sistema automatizzato, non con un essere umano. I contenuti generati o modificati dall’IA dovranno essere chiaramente contrassegnati, per ridurre i rischi di manipolazione e inganno. L’obiettivo è rendere più sicuri e trasparenti gli strumenti di IA, in un contesto in cui i deepfake e i contenuti generati da algoritmi stanno diventando sempre più diffusi e potenzialmente dannosi.
Controlli e sanzioni per i fornitori di IA avanzata
Per i fornitori di modelli di IA più avanzati, come OpenAI, Google DeepMind e Anthropic, sono stati introdotti obblighi aggiuntivi per affrontare i rischi di danni su larga scala, tra cui incidenti chimici, biologici e nucleari, reati informatici e minacce ai diritti fondamentali. L’Ufficio europeo per l’IA, istituito dalla Commissione, dovrà monitorare l’applicazione delle norme e potrebbe imporre sanzioni fino a 35 milioni di euro o al 7% del fatturato globale, a seconda della gravità delle violazioni.
La normativa si applica a tutti i sistemi di IA, compresi quelli ad alto rischio.
La normativa, entrata in vigore nel 2024, è parte del regolamento AI Act, la prima normativa al mondo che regolamenta l’uso dell’intelligenza artificiale nella vita quotidiana. A due anni dal suo avvio, l’Europa ha avviato la fase attuativa, con l’obiettivo di garantire un controllo più rigoroso su tecnologie che potrebbero mettere a rischio la sicurezza informatica e la libertà individuale. L’AI Act è considerato cruciale per il futuro digitale europeo, con un investimento iniziale di 10 miliardi di euro per la costruzione di sette AI Gigafactory.
Un codice di condotta per la trasparenza
Per mitigare i rischi di manipolazione e disinformazione, Bruxelles ha promosso un codice di condotta sulla trasparenza dei contenuti generati dall’IA, una guida per aiutare i fornitori e gli utenti a rispettare gli obblighi previsti dal regolamento. Il codice è volontario, ma è già stato sottoscritto da oltre 180 aziende, tra cui Anthropic, OpenAI, Google, Microsoft e Meta. L’obiettivo è garantire che i contenuti generati da algoritmi siano etichettati correttamente, in modo da evitare la diffusione di informazioni false o dannose.
La trasparenza è un pilastro fondamentale per la fiducia degli utenti.
Chiunque può presentare un reclamo all’Ufficio UE per denunciare presunte violazioni della legge sull’IA da parte dei fornitori di modelli. L’implementazione delle nuove regole è in corso, con ulteriori passaggi previsti per il 2028, quando entreranno in vigore le regole sui sistemi ad alto rischio integrati in prodotti regolamentati. L’Europa, attraverso l’AI Act, punta a diventare il primo continente a regolamentare l’uso dell’intelligenza artificiale in modo completo e rigoroso.
