Conerobus e il rischio della privatizzazione: il Pci Marche lancia l’allarme

Il Pci Marche critica l’ingresso dei privati in Conerobus, temendo un disegno politico per la privatizzazione del trasporto pubblico.

Un gruppo di cittadini e rappresentanti politici si riuniscono per discutere la gestione del trasporto pubblico in una regione italiana
Un gruppo di cittadini e rappresentanti politici si riuniscono per discutere la gestione del trasporto pubblico in una regione italiana

Il Partito Comunista Italiano (Pci) Marche e di Ancona ha espresso preoccupazione per l’ingresso dei soci privati in Conerobus, la società regionale di trasporti. Durante il Consiglio comunale di Ancona, svoltosi il 28 luglio 2026, l’Assemblea ha approvato una delibera per aumentare il capitale sociale della controllata, permettendo ai privati di acquisire fino al 49% delle quote. La decisione ha suscitato reazioni forti da parte del Pci, che vede in questa scelta un “apripista di un disegno politico” che potrebbe portare alla privatizzazione del servizio pubblico.

Privatizzazione e rischi per i cittadini

Secondo il Pci, l’ingresso dei privati in Conerobus non è un semplice aggiornamento della gestione, ma un passo verso una trasformazione radicale del servizio. «A monte ci sono certamente anni di gestione in cui si sono accettati senza proteste i tagli dei contributi regionali e nazionali per un servizio di interesse pubblico garantito ai cittadini», ha sottolineato il Pci. La decisione, inoltre, potrebbe portare a una gestione inefficiente, con un aumento del costo dei biglietti e una riduzione del servizio per i cittadini.

La privatizzazione potrebbe portare a un aumento del costo dei biglietti e a una riduzione del servizio per i cittadini.

Un servizio frammentato e inefficiente

Le Marche, pur essendo una regione con un elevato numero di gestori, non offrono un servizio efficiente. Attualmente operano più di 30 gestori, gran parte dei quali con meno di 5 dipendenti. Questa frammentazione ha portato a sprechi doppioni e inefficienze, con conseguenze negative per i cittadini. Il Pci ha anche sottolineato che la Regione Marche non ha fatto nulla per prepararsi al futuro, nonostante il trasporto pubblico locale rappresenti la seconda voce di bilancio dopo la sanità. Il rischio concreto, secondo il Pci, è di cedere la maggior parte del servizio ai privati, che investono per fare profitti. «Conerobus vuole essere l’apripista di questo disegno politico», ha affermato il Pci. La decisione potrebbe portare a una gestione del servizio che privilegia i profitti, a scapito della qualità e dell’accessibilità per i cittadini.

Un’unica azienda pubblica per un servizio razionale

Il Pci propone una soluzione alternativa: l’istituzione di un’unica azienda regionale interamente pubblica. «È la sola reale alternativa alla privatizzazione del servizio, stando alla legge vigente», ha sottolineato il Pci. L’idea è di creare un’unica azienda che possa offrire un servizio razionale, evitando sprechi e parassitismi. «La moltiplicazione delle cariche sociali, di cui si nutre il sottobosco del clientelismo politico, non giova certo alla funzionalità del servizio accessibile ai cittadini», ha aggiunto il Pci.

Un’unica azienda pubblica potrebbe offrire un servizio razionale e accessibile a tutti i cittadini.

Il Pci ha anche criticato la gestione dei governi nazionali, di centrodestra e di centrosinistra, che hanno cessato di investire sul trasporto pubblico locale. «Evidentemente non considerandolo un servizio essenziale per i cittadini», ha affermato il Pci. Le Marche ricevono dal Fondo nazionale trasporti una quota tra le più basse in Italia, inferiore pro capite rispetto alla media nazionale del 40%. Il Pci ha anche sottolineato che i debiti di Conerobus sono aumentati a seguito delle sanzioni alla Russia, con conseguenze negative per l’industria nazionale.

Il Pci ritiene che la gestione inefficiente del servizio abbia portato a sovrapposizioni di corse, carenze in alcune tratte e tagli al personale. «Nella regione operano attualmente più di 30 gestori, gran parte dei quali con meno di 5 dipendenti, con una frammentazione del servizio che determina sprechi doppioni e inefficienze», ha sottolineato il Pci. La decisione di privatizzare Conerobus potrebbe portare a una gestione del servizio che privilegia i profitti, a scapito della qualità e dell’accessibilità per i cittadini.