Antifascisti baresi contestano sit-in di Fratelli d’Italia: “Pagliacciata a fini elettorali”

Antifascisti baresi contestano sit-in di Fratelli d’Italia: “Pagliacciata a fini elettorali”

Antifascisti baresi contestano sit-in di Fratelli d’Italia nel parco Rossani, accusano propaganda elettorale
Antifascisti baresi contestano sit-in di Fratelli d’Italia nel parco Rossani, accusano propaganda elettorale

Il collettivo Antifasciste e Antifascisti Baresi ha risposto duramente alle accuse di Fratelli d’Italia e Gioventù Nazionale per il sit-in organizzato il 30 luglio nel Parco Rossani a Bari. L’iniziativa, nata dopo l’aggressione subita da Giuditta nei pressi dei bagni del parco il 23 luglio, è stata definita “pagliacciata propagandistica a fini elettorali” da un comunicato pubblicato il 1 agosto 2026. Il gruppo barese sostiene che l’evento sia stato utilizzato per costruire una narrazione politica che non risponde alle reali problematiche di sicurezza, ma serve solo a raccogliere consenso prima delle elezioni.

Una strategia di costruzione del consenso

Secondo il comunicato, il sit-in sarebbe stato una mossa “meschina” volta a sfruttare una grave aggressione per creare una narrativa che si allinea con le politiche del governo Meloni. Gli antifascisti baresi sostengono che la propaganda politica, già in precedenza utilizzata da ambienti di destra, miri a identificare come “soggetti diversi” chiunque non si conformi al modello di ordine sociale. Questo, a loro avviso, alimenta odio e discriminazioni, che si traducono in aggressioni sempre più frequenti in tutta Italia, nonostante i decreti sicurezza e le zone rosse. La creazione del nemico interno è una strategia vecchia ma efficace. Il collettivo sostiene che chi si professa apertamente fascista non ci sarebbe da stupirsi, definendo la costruzione di un “nemico interno” una strategia per il consenso. Gli antifascisti baresi accusano i promotori del sit-in di aver sfruttato un episodio drammatico per costruire una narrazione che non risponde alle esigenze reali della città.

La difesa della piazza e della democrazia

Il collettivo barese ha anche sottolineato che l’evento non è stato organizzato in modo democratico, ma è stato rivolto solo a un gruppo ristretto di persone che condividono le idee di Fratelli d’Italia. Gli antifascisti sostengono che la piazza non è una sala privata e che chi organizza un’iniziativa in uno spazio pubblico deve aspettarsi anche il dissenso. Inoltre, hanno sottolineato che la presenza di manifestanti non è stata limitata a chi proviene dall’“ex caserma liberata”, ma include persone che hanno spontaneamente deciso di partecipare per contestare una presenza ipocrita e mascherata dietro una finta solidarietà.

La piazza non è un luogo per la propaganda selettiva. Il comunicato ha anche sottolineato che non ci sarebbe stata alcuna aggressione durante l’evento, e che nessuno avrebbe impedito la manifestazione, che è stata definita “l’ennesima pagliacciata propagandistica a fini elettorali”. Gli antifascisti baresi si domandano se l’invito al sit-in fosse rivolto a tutta la cittadinanza o solo a un gruppo specifico, ricordando che la piazza non è un luogo per la propaganda politica selettiva.

Secondo il collettivo, la richiesta di maggiore sicurezza non dovrebbe essere legata a una logica securitaria che serve solo a mantenere un sistema basato sulle disuguaglianze. Gli antifascisti sostengono che la vera sicurezza non si costruisce aumentando il numero di agenti in strada e di reati, ma riducendo le disuguaglianze e destinando risorse a scuole, università e ospedali, invece che a armi e guerre. “State costruendo miseria, non potrete che raccogliere tempesta”, conclude il comunicato firmato Antifasciste e Antifascisti Baresi.