Isolamento sportivo e guerra: il ministro ucraino denuncia il ruolo del CIO

Il ministro ucraino dello Sport denuncia l’uso del sistema sportivo internazionale per isolare la Russia e sostenere la guerra.

Ministro ucraino dello Sport parla di isolamento sportivo come strumento di resistenza contro la Russia
Ministro ucraino dello Sport parla di isolamento sportivo come strumento di resistenza contro la Russia

Il ministro ucraino della Gioventù e dello Sport, Matvii Bidnyi, ha sottolineato come l’isolamento della Russia nel sistema sportivo internazionale sia un mezzo efficace per colpire la popolazione russa nella sua vita quotidiana, come i droni che attaccano le città ucraine. Nell’intervista concessa a Calcio e Finanza, il leader ucraino ha espresso preoccupazione per il ruolo delle organizzazioni sportive internazionali, in particolare del Comitato Olimpico Internazionale (CIO), che, a suo parere, agisce come una valvola di sfogo per la Russia. Secondo Bidnyi, il CIO sta indebolendo la pressione internazionale su Mosca, riducendo l’efficacia delle sanzioni e delle misure economiche finalizzate a fermare la guerra.

Isolamento sportivo come strumento di resistenza

Il ministro ha spiegato che l’isolamento della Russia dal sistema sportivo internazionale serve a mettere in chiaro che la guerra ha conseguenze anche all’interno del Paese russo. «Tutti i russi devono comprendere che questa situazione riguarda anche loro», ha affermato Bidnyi. Secondo lui, la Russia utilizza i successi sportivi per mostrare la propria potenza e legittimare la guerra, e reintegrare Mosca nella comunità sportiva internazionale significherebbe dare un palcoscenico ai criminali. Non si può offrire un palcoscenico ai criminali, ha sottolineato, aggiungendo che l’Ucraina non può permettersi di rimanere neutrale mentre la Russia continua a commettere crimini di guerra.

La mancata nomina di Pirlo e il ruolo degli atleti

Nell’intervista, Bidnyi ha anche affrontato la vicenda della mancata nomina di Andrea Pirlo a commissario tecnico della Nazionale italiana. «Sosteniamo pienamente la decisione della Federazione Italiana Giuoco Calcio», ha detto, sottolineando che ogni legame commerciale con aziende russe, comprese le società di scommesse, sostiene direttamente o indirettamente la guerra contro l’Ucraina. «Ogni federazione, città e organizzazione sportiva può contrastare l’influenza russa nell’ambito delle proprie possibilità», ha aggiunto. Bidnyi ha espresso l’auspicio che questa decisione possa diventare un precedente per altri organismi sportivi europei, che dovrebbero mettere l’etica davanti agli affari.

Secondo il ministro, l’Ucraina, nonostante quattro anni e mezzo di guerra, è un Paese forte e resiliente. «Abbiamo un’economia e un mercato del lavoro pienamente funzionanti, insieme a tutti i segni di una vita normale», ha detto. Tuttavia, le minacce e gli attacchi quotidiani continuano a uccidere la popolazione. «Ogni notte ci sono sirene, missili balistici e droni, e nulla di tutto questo si è fermato», ha ricordato. La Russia, ha aggiunto, sta cercando di fermare le esportazioni di grano e ha ucciso circa 20 membri civili degli equipaggi e lavoratori portuali, compresi cittadini stranieri.

Bidnyi ha anche espresso la sua fiducia nel sostegno europeo, sottolineando che l’Europa è l’amico più vicino dell’Ucraina e condivide i suoi valori. «L’Europa ha la dignità di non perseguire soltanto vantaggi a breve termine, ma valori e principi di lungo periodo», ha detto. Tuttavia, ha espresso preoccupazione per la situazione specifica che si sta sviluppando nel mondo dello sport, ritenendo che il CIO stia agendo come una valvola di sfogo per la Russia. Stanno riducendo la pressione che le organizzazioni internazionali e i Paesi stanno esercitando sulla Russia, ha affermato.