Russia, minaccia per l’Europa? FdI, Lega e M5S votano contro il “Scudo democratico” UE
FdI, Lega e M5S votano contro il “Scudo democratico” Ue, sostenendo che Bruxelles non debba interferire nella sovranità nazionale.
Il Parlamento europeo ha approvato con 420 voti a favore, 220 contrari e 26 astenuti una relazione sul cosiddetto “Scudo democratico”, che punta a contrastare le ingerenze straniere e la disinformazione. La Russia è indicata come «principale minaccia per l’integrità democratica dell’Europa», con un aumento di attacchi ibridi, tra cui cyberattacchi, sabotaggi fisici e attività di spionaggio. Tuttavia, il testo non convince tutti, in particolare i partiti italiani come FdI, Lega e M5S, che hanno votato contro, sostenendo che Bruxelles non debba interferire nella sovranità nazionale.
Divisioni tra i partiti italiani
Le divisioni sono profonde tra i partiti italiani, con la maggioranza che sostiene il governo di Giorgia Meloni e il Campo largo che si propone come alternativa alle prossime elezioni. Il testo del Parlamento europeo sullo “Scudo democratico” è stato approvato con il sostegno del Ppe (con Forza Italia), dei Socialisti e democratici (con il Pd), di Renew Europe (con Azione) e dei Verdi (compresi quelli italiani). Contro la relazione hanno votato invece Lega (col gruppo Patrioti), Fratelli d’Italia (con Ecr) e Roberto Vannacci (che dopo l’uscita della Lega siede nel gruppo “Europa delle nazioni sovrane”). Contrari anche i rappresentanti del Movimento 5 Stelle, così come larga parte del gruppo The Left.
La creazione di un “Centro per la resilienza democratica” è vista come una lesione della sovranità nazionale. I partiti contrari sostengono che questa iniziativa possa diventare un strumento di pressione politica sulle realtà nazionali. «Non vogliamo un’autorità europea che finisca per stabilire cosa sia democraticamente accettabile nei singoli Stati membri», ha sottolineato l’eurodeputato Stefano Cavedagna di Fratelli d’Italia.
La difesa della sovranità nazionale
«Le forze Conservatrici stanno crescendo ovunque e non possiamo accettare che qualcuno voglia dipingerla come impresentabile o ostacolarla tramite un “centro” pagato con i soldi dei cittadini», ha aggiunto Cavedagna, sottolineando che la sovranità appartiene alle nazioni e ai cittadini e non deve essere violata. La relazione ha richiesto misure per tutelare le campagne elettorali, come il principio «conosci il tuo donatore» per le donazioni politiche in criptovalute, e l’uso di tecnologie per contrastare i deepfake e gli annunci fraudolenti. La creazione del “Centro per la resilienza democratica” è vista come un passo necessario per difendere le democrazie europee, ma la sua implementazione resterà un tema dibattuto nel prossimo futuro.
La presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola ha sottolineato che «la guerra ibrida non si ferma alle frontiere nazionali» e che «la risposta di quest’Aula è forte e chiara: non ci faremo intimidire né dividere». Il relatore della risoluzione Tomas Tobé (Ppe) ha aggiunto che «l’attore chiave è la Russia, che conduce campagne sistematiche contro le democrazie europee» e che «non vogliamo un centro che si limiti a valutare la situazione e dare consigli: vogliamo vedere azione». La relazione ha anche ricordato che altre attività analoghe provengono da Bielorussia, Cina, Iran e Corea del Nord. Inoltre, si chiede che la partecipazione degli Stati membri al nuovo Centro sia obbligatoria e che le sue attività siano sottoposte a controllo parlamentare. La Russia, però, rimane il principale attore ostile per l’integrità democratica dell’Europa, con un aumento significativo di attacchi ibridi.
