Emilia-Romagna adegua tariffe hospice per rispondere a costi crescenti
Emilia-Romagna aumenta tariffe hospice per sostenere costi in aumento e garantire cure palliative.

L’Emilia-Romagna ha reso effettivo un provvedimento atteso da tempo: l’aumento delle tariffe per i ricoveri in hospice, in linea con i nuovi costi sostenuti dalle strutture. La tariffa giornaliera, che era fissata a 230 euro, è stata portata a 268 euro, a decorrere dal 1º maggio 2026. L’aumento, deliberato a inizio luglio, è stato accompagnato da una fase transitoria che si estende fino al 30 aprile 2026, durante la quale è prevista una valorizzazione economica per gli episodi di ricovero. L’obiettivo è coprire i maggiori costi di personale e servizi, rafforzando la rete delle cure palliative nel territorio.
Un settore in crescita e in difficoltà
Le strutture di cure palliative in Emilia-Romagna, che operano in modo autonomo ma coordinato, hanno registrato un incremento significativo del numero di pazienti assistiti. Nel 2025, sono state quasi 6.500 le persone prese in carico nelle 23 strutture regionali, con 324 posti letto disponibili. L’aumento delle tariffe è stato visto come un passo necessario per garantire l’equilibrio economico delle strutture, che si trovano a fronteggiare costi crescenti e una mancanza di personale. La delibera prevede anche incontri periodici con i gestori, per il monitoraggio e la valutazione dei dati di attività.
«Gli hospice, con le professionalità che vi lavorano, sanno garantire dignità, qualità dell’assistenza e vicinanza umana alle persone ricoverate in una fase così delicata della vita», ha sottolineato Pietro Segata, presidente di Società Dolce, che gestisce il centro residenziale di cure palliative Villa Adalgisa a Ravenna. L’aumento delle tariffe è stato visto come un passo necessario per garantire l’equilibrio economico delle strutture, che si trovano a fronteggiare costi crescenti e una mancanza di personale.
Un percorso lungo 25 anni
La rete degli hospice in Emilia-Romagna ha una storia lunga 25 anni, iniziata con l’inaugurazione della prima struttura sul territorio, la Casa Madonna dell’Uliveto, a Albinea il 19 marzo 2001. In quell’occasione, il presidente della Regione Michele De Pascale aveva annunciato l’intenzione di aumentare la tariffa per la degenza, come riconoscimento della qualità dell’assistenza specialistica offerta. L’obiettivo era di creare una rete stabile e coordinata, che potesse offrire cure palliative a tutti i pazienti, indipendentemente dalla loro patologia. Oggi, gli hospice non sono più dedicati solo alla patologia oncologica, ma rappresentano vere e proprie unità di cure palliative, con un ruolo chiave nel sistema sanitario regionale.
«Con questo provvedimento rafforziamo il nostro impegno a sostegno della rete delle cure palliative, fondamentale all’interno del sistema sanitario regionale. E facciamo la nostra parte incrementando la tariffa da riconoscere alle strutture, in attesa della definizione di un sistema tariffario nazionale», ha dichiarato l’assessore regionale alle Politiche per la salute Massimo Fabi. La cooperativa Società Dolce, che gestisce Villa Adalgisa, ha espresso soddisfazione per il risultato raggiunto. «Ora puntiamo a potenziare anche l’assistenza domiciliare e semiresidenziale», ha detto Segata. L’obiettivo è di ampliare i servizi offerti a domicilio e in regime semiresidenziale, con un ulteriore investimento che porterà l’ospedalità a 30 posti letto, il massimo consentito dalla normativa.
