Pmi romagnole in crescita: boom di assunzioni e sfida dell’innovazione

Pmi romagnole in crescita: boom di assunzioni e sfida dell’innovazione

Pmi romagnole in crescita, assunzioni e sfida dell’innovazione
Pmi romagnole in crescita, assunzioni e sfida dell’innovazione

Le piccole e medie imprese (Pmi) delle province di Forlì-Cesena e Rimini stanno registrando un aumento significativo delle assunzioni, segno di una ripresa economica in atto. Il dato emerge da un’analisi condotta dal Dipartimento di Scienze Aziendali dell’Università di Bologna (Disa), presentata nell’incontro “L’algoritmo della crescita”, promosso con la Camera di Commercio della Romagna. L’incremento del personale ha portato a un aumento del 17% dei posti di lavoro tra il 2019 e il 2024, con un ritmo medio annuo che si avvicina al 3%. La crescita dell’occupazione è particolarmente marcata nelle medie imprese, che hanno visto un incremento del 23% del loro organico.

Un sistema di Pmi resiliente

“I dati descrivono un sistema di Pmi resiliente, capace di sostenere l’occupazione anche in una fase di crescita economica moderata”, ha sottolineato Marco Maria Mattei, direttore del Disa-Unibo. Le Pmi romagnole rappresentano il 30% delle società esaminate, ma generano il 43% del fatturato aggregato complessivo e danno lavoro al 54% dei dipendenti totali del bacino. La resilienza delle imprese è stata ulteriormente sostenuta da un fatturato che, al netto dell’inflazione, si è stabilizzato nel triennio 2022-2024, rimanendo al di sopra del livello pre-pandemia (+2% reale).

Un boom di assunzioni ma differenze di produttività

Sebbene le assunzioni siano in aumento, emerge un contrasto tra il valore aggiunto reale per dipendente. Le medie imprese generano 64.500 euro a dipendente, contro i 49.200 euro delle piccole, segno che l’aumento del personale non è sempre accompagnato da un incremento proporzionale della produttività. La sfida per i prossimi anni sarà trasformare l’espansione degli organici in una crescita più intensa della produttività e del fatturato, ha aggiunto Mattei. Manifattura e commercio si confermano i pilastri principali del sistema economico romagnolo, generando quasi due terzi del fatturato totale. Il settore ha registrato un balzo nominale del 28% tra il 2019 e il 2024, portando i ricavi a 20,3 miliardi di euro. La redditività delle aziende rimane positiva, con un Roe medio dell’11,7%, un Roi del 5,9% e un Ros del 4,4%. Le differenze tra le medie e le piccole imprese rimangono un tema da affrontare per sostenere una crescita sostenibile.

“Per rendere lo sviluppo solido dobbiamo mettere l’incremento della produttività al centro degli obiettivi”, ha sottolineato Carlo Battistini, presidente della Camera di Commercio della Romagna. L’obiettivo è puntare sull’alto valore aggiunto e sulle competenze, evitando la trappola della compressione dei costi. L’innovazione, dunque, rappresenta la prossima frontiera per le Pmi romagnole, che hanno dimostrato di essere in grado di rispondere alle sfide economiche con una forte capacità di adattamento e crescita.