Nuovo palazzetto in Fiera, anni di annunci e mancanza di coordinamento

Nuovo palazzetto in Fiera, anni di annunci e mancanza di coordinamento tra enti e privati.

Il progetto del nuovo palazzetto multiuso a Udine, che sembrava finalmente in via di realizzazione, si scontra con anni di annunci, mancanza di coordinamento e incertezze su destinazioni d’uso e finanziamenti. Il tema è al centro di un dibattito politico e amministrativo che vede coinvolte diverse istituzioni locali, enti pubblici e privati. Il progetto, originariamente denominato Carnera 4.0, era stato presentato nel 2023 come un’opera di ammodernamento dell’impianto sportivo, con l’obiettivo di ospitare anche eventi musicali e sportivi di alto livello. Tuttavia, il percorso è stato segnato da cambiamenti di progetto, mancanza di finanziamenti e una serie di annunci non sempre concreti.

Un progetto in movimento, ma senza certezze

Il progetto, inizialmente voluto dal presidente della società Alessandro Pedone e promosso attraverso un partenariato pubblico-privato, era stato definito “a freddo” dal commercialista e amministratore delegato Gianpaolo Graberi, in quanto mancante delle entrate necessarie per remunerare il capitale investito dal privato. Il finanziamento iniziale di 20 milioni di euro, stanziato in formula di project financing, era stato approvato in tempi record, ma il privato ha dichiarato la non percorribilità del progetto dopo circa un anno. La struttura, che avrebbe dovuto ospitare anche partite di pallacanestro, non è mai stata realizzata, e il Comune è stato costretto a chiedere una proroga per l’utilizzo dei fondi.

La mancanza di un piano chiaro ha reso il progetto sempre più un’ipotesi non realizzabile. Il Comune di Udine, che aveva inizialmente un ruolo marginale nel progetto, è ora chiamato a prendere una posizione più attiva. I 20 milioni di euro originari, ancora nelle casse del Comune, dovrebbero essere dirottati verso il nuovo progetto, insieme agli 8 milioni previsti per il padiglione 6. Tuttavia, la mancanza di coordinamento tra i vari attori, tra cui gli assessori, i diversi enti locali e i privati, rischia di rendere il percorso ancora più accidentato.

Un’altra strada, ma con incertezze

Il Comune di Tavagnacco, inoltre, ha avanzato una richiesta di 23 milioni di euro per realizzare un palazzetto multiuso, sport e musica. L’idea è stata presentata in sede di Concertazione, ma non ha ancora portato a risultati concreti. L’assenza di un piano chiaro e di un coordinamento efficace tra le diverse istituzioni locali e i privati rischia di allungare i tempi e di rendere il progetto sempre più un’ipotesi non realizzabile.

La struttura non può ospitare il basket, in quanto la destinazione d’uso non è coerente con la provenienza dei fondi. Il progetto, sebbene annunciato con entusiasmo, rimane un’ipotesi in movimento, ma senza certezze. La mancanza di un piano chiaro, la difficoltà nel coordinamento tra i diversi attori e la mancanza di un piano finanziario definitivo rendono il progetto un’altra storia di annunci e mancanza di azione concreta.