L’accoglienza dei minori: un’impresa sempre più complessa, ma non impossibile

L’evento di Somasca di Vercurago riflette su come l’accoglienza dei minori richieda nuove forme di collaborazione e intervento.

Il tema dell’accoglienza dei minori, sempre più complesso e interdisciplinare, è al centro di un incontro organizzato a Somasca di Vercurago, in provincia di Lecco, venerdì 2 ottobre 2026. L’evento, promosso dall’Ordine dei Padri Somaschi, dall’impresa sociale Girasole e dall’Ambito territoriale di Lecco, si propone di riflettere sulle sfide attuali e sulle opportunità di collaborazione tra comunità, servizi sociali, magistratura e famiglie. L’obiettivo è ripensare il concetto di accoglienza, che oggi sembra richiedere un impegno condiviso e una rete di interventi sempre più stretta.

Da Casa Alber a oggi: un’esperienza profetica

La storia di Casa Alber, fondata nel 1961 da Albertina Negri e Silvio Barbieri a Olginate, rappresenta un punto di partenza significativo per il dibattito. Per 25 anni, la casa fu un rifugio per 121 ragazzi, oltre ai loro due figli. Una scelta definita “profetica” dal cardinale Carlo Maria Martini, allora arcivescovo di Milano, per aver anticipato il passaggio verso forme di accoglienza familiare e per aver posto al centro la relazione, la quotidianità e la storia di ogni ragazzo. Oggi, questa esperienza è diventata un riferimento per comprendere come l’accoglienza dei minori, soprattutto quelli stranieri non accompagnati o in difficoltà, richieda un impegno sempre più intenso e una rete di interventi condivisi.

Le sfide dell’accoglienza moderna

La realtà di oggi presenta bisogni educativi e terapeutici sempre più intrecciati, con minori che portano con sé complessità psichiche, sociali e legali. Laura Cereda, assistente sociale della Fondazione Somaschi e coordinatrice della Casa San Girolamo, spiega che le comunità educative oggi devono affrontare bisogni al confine tra l’educativo e il terapeutico. «I ragazzi portano sempre più spesso dei bisogni al confine tra l’educativo e il terapeutico, alcuni hanno una terapia farmacologica, parecchi fanno psicoterapia settimanalmente», sottolinea. La rete di intervento, che per Casa Alber fu un punto di forza, deve trovare nuove forme di collaborazione per guardare ogni minore e la sua famiglia con uno sguardo comune.

La sfida di oggi è quindi non solo quella di accogliere, ma anche di accompagnare e sostenere, con un approccio che unisca prevenzione e tutela. L’evento propone un confronto tra esperti, operatori e amministratori, con l’obiettivo di costruire una rete sempre più stretta tra comunità, servizi sociali, magistratura e famiglie. «Sollecitati dall’esperienza di Casa Alber, ecco che la mattinata proverà a riflettere su come oggi la parola “accoglienza” chiede di essere ripensata», spiega Laura Cereda.

Un dibattito tra esperienze e prospettive

La mattinata si articolerà in diversi interventi, con esperti che esploreranno la dimensione pedagogica, carismatica e legislativa dell’accoglienza. Tra i relatori, saranno presenti padre Walter Persico, Carlo Mario Mozzanica, Mario Zevola e Fabio Muscionico, che discuteranno su come l’accoglienza possa essere un’esperienza di trasformazione e di speranza. A seguire, il dibattito si concentrerà sul tema “Sostenere, accogliere, accompagnare famiglie e minori nel territorio tra prevenzione e tutela”, con l’intervento di Michela Maggi, Paolo Ferrara, Angela Palleschi e Carmen Baldi. Le conclusioni saranno affidate a Sabina Panzeri, sindaca di Costa Masnaga e presidente dell’Ambito Territoriale di Lecco.

Modera l’incontro Sara De Carli, caporedattrice di VITA. L’evento è gratuito e previa iscrizione al link https://forms.cloud.microsoft/e/kNHe2M5viD. L’obiettivo è non solo riflettere sul passato, ma anche immaginare nuove forme di accoglienza che possano rispondere alle sfide del presente e del futuro.