Nuova scuola alle Vergini: ritardi e tensioni per le famiglie
Nuova scuola alle Vergini non pronta entro agosto, tensioni tra amministrazione e opposizione

La nuova scuola primaria delle Vergini non sarà pronta entro il 31 agosto, termine fissato per permettere la demolizione dell’attuale istituto. L’annuncio arriva da parte dei 5 Stelle, che sollevano preoccupazioni per la continuità didattica e per gli effetti sul quartiere. La struttura, costruita in legno con elevata efficienza energetica, è destinata ad aprire a settembre, ma mancano gli ultimi ritocchi. Le famiglie si chiedono dove saranno trasferite le classi e come sarà garantita la didattica durante i mesi di transizione.
Disagio per la popolazione e critiche all’amministrazione
La tensione si acuisce tra il Comune e l’opposizione. I 5 Stelle denunciano un ritardo che potrebbe compromettere la vita quotidiana dei residenti. La demolizione dell’edificio vecchio, necessaria per il progetto finanziato dal Pnrr, è stata fissata in via Ventura. Tuttavia, la nuova scuola non è ancora completa, e si teme un aumento del traffico, code e rischi per pedoni e ciclisti. L’assessore Andrea Marchiori difende la scelta, sottolineando che i problemi risiedono nella vecchia struttura, priva di parcheggio e con un basso livello antisismico.
La nuova scuola è un progetto ambizioso, ma non è pronta per l’uso.
Un progetto ambizioso, critiche per la viabilità
La nuova scuola, dotata di giardini interni ed esterni e con vista sui Sibillini, è vista come un’opera di rilievo. Tuttavia, i 5 Stelle mettono in luce i rischi per la viabilità. L’accesso dei veicoli sarà obbligatorio dal Polo Bertelli, mentre l’uscita dovrà avvenire lungo una stradina che non sembra adatta a sostenere il flusso di auto. Le famiglie temono un peggioramento della qualità della vita, con un quartiere tranquillo che potrebbe trasformarsi in un circuito automobilistico.
Le famiglie si chiedono come sarà gestita la continuità didattica.
Le domande sulle misure per garantire la continuità didattica rimangono aperte. I genitori si chiedono dove saranno trasferite le classi e come sarà gestita la didattica durante i mesi di transizione. L’assessore Marchiori ha sottolineato che i veri problemi erano nella vecchia scuola, dove non c’era parcheggio e si registravano situazioni di pericolo. Per lui, la demolizione è un passaggio necessario per migliorare il quartiere, anche se non è stato coinvolto direttamente il territorio nella fase di progettazione. La situazione rimane in bilico tra un progetto di sviluppo e le preoccupazioni delle famiglie. La scuola, se aperta a settembre, potrebbe rappresentare un passo avanti per la zona, ma solo se si riuscirà a gestire i problemi legati al traffico e alla sistemazione degli studenti. La decisione finale sarà lasciata ai cittadini, che dovranno valutare se l’investimento pubblico porterà effettivamente benefici o se si tratta di un intervento che rischia di complicare la vita quotidiana.
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