Il web perde la memoria. Cosa succederà dopo?
Il web perde la memoria. Cosa succederà dopo?

Il web sta perdendo la sua memoria. Con l’espansione dell’AI, il sistema di ricerca e l’archiviazione delle informazioni si degrada, rendendo sempre più difficile trovare la verità. Mentre Google, il motore di ricerca più utilizzato al mondo, sembra aver perso la sua capacità di fornire risposte precise, il futuro sembra ancora più oscuro. La questione non riguarda solo la tecnologia, ma anche il controllo e la conservazione del patrimonio digitale nazionale.
La memoria digitale si degrada
Il problema non è solo l’errore umano o la mancanza di dati. L’infrastruttura che una volta conservava la verità è in crisi. Link rot, errori di codifica e la crescente dipendenza da sistemi di AI imprecisi stanno portando alla distruzione di informazioni cruciali. Il caso del sito FiveThirtyEight, che è stato cancellato dopo anni di attività, mostra come la mancanza di conservazione possa portare alla scomparsa di contenuti importanti. Anche Wikipedia, un’istituzione di conoscenza globale, ha visto il suo traffico diminuire, riducendo la sua capacità di sopravvivere.
La verità non è più accessibile come prima. Con l’AI che inizia a generare risposte errate e il web che perde la sua capacità di conservare informazioni, il rischio di una memoria digitale frammentata e manipolata aumenta. La situazione si complica ulteriormente con il caso del Wayback Machine, il servizio che archivia pagine web nel tempo. Dopo che i publisher hanno vinto una causa contro l’Internet Archive per il suo programma di prestito digitale, molte testate hanno iniziato a bloccare i crawler del Wayback Machine, temendo che i contenuti archiviati possano essere utilizzati da aziende di AI per scopi commerciali.
Le aziende influenzano il web
La contaminazione del web non si limita ai dati. Le aziende stanno iniziando a influenzare i contenuti che vengono archiviati e presentati. 404 Media ha segnalato che alcune aziende stanno pubblicando contenuti su Reddit per manipolare le risposte generate da AI, alterando il record pubblico. Questo fenomeno, chiamato “pollution upstream”, rende sempre più difficile distinguere tra informazioni veritiere e quelle alterate. La conseguenza è un’archiviazione che non è più un’istantanea della realtà, ma una versione filtrata e controllata.
Il web non è più un luogo neutro per la conoscenza. Con l’AI che diventa un intermediario tra utenti e informazioni, il rischio di distorsione aumenta. Il caso di Google, che ha iniziato a generare risposte errate sui tramonti, mostra come un errore tecnico possa influenzare la percezione della realtà. La mancanza di un sistema di archiviazione affidabile rende il web un’infrastruttura fragile, dove la verità può scomparire senza lasciare traccia. Nonostante la crisi, esistono esempi di infrastrutture pubbliche che potrebbero offrire una via d’uscita. In Canada, istituzioni come Library and Archives Canada e Internet Archive Canada stanno cercando di preservare il patrimonio digitale nazionale. Il paese ha una storia di sviluppo di infrastrutture digitali indipendenti, come CANARIE, SchoolNet e MapleMusic, che hanno contribuito a creare un’alternativa al controllo privato. Questi progetti dimostrano che è possibile costruire un web pubblico, non solo un mercato privato.
La sfida, però, è trovare il coraggio di abbandonare i modelli di business che hanno reso il web un’infrastruttura sottoutilizzata. L’alternativa non è solo tecnologica, ma anche politica. I governi devono prendere il controllo delle risorse digitali, non permettendo a poche aziende di dominare il futuro. La memoria del web non è più un lusso, ma un diritto. E se non si agisce, il futuro potrebbe essere un’alternativa non solo più sintetica, ma anche più fragile.
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