Vescovi di Basilicata propongono un polo teologico unico per la formazione regionale
Vescovi di Basilicata chiedono un polo teologico unico per migliorare la formazione ecclesiastica e la presenza nella società.

Le tre sfide principali individuate dai Vescovi di Basilicata nella riorganizzazione della formazione teologica accademica regionale riguardano la costruzione di una visione condivisa del cammino delle Chiese, l’accompagnamento di chi si prepara ai ministeri e al diaconato permanente, e la capacità di dialogare con la cultura e le istituzioni locali. La lettera aperta, inviata il 1 agosto 2026, propone la creazione di un polo teologico unico, con sede a Potenza, in grado di raggiungere il territorio con percorsi didattici sperimentali e personalizzati. La decisione nasce da una riflessione su una realtà che mostra segni di fatica, come la rassegnazione e la chiusura, e una difficoltà a essere riconosciuti come interlocutori credibili nel dibattito culturale e sociale della regione.
Un’unica sede per un’unica missione
La proposta dei vescovi mira a unire le risorse e le energie delle due sedi accademiche attualmente presenti in Basilicata, a Potenza e Matera, in un’unica struttura. L’obiettivo è di creare un polo teologico regionale in grado di offrire una formazione adeguata e accessibile a tutti coloro che ne hanno bisogno, non solo ai futuri sacerdoti, ma anche a genitori, insegnanti, operatori culturali e semplici cercatori di senso. L’idea si basa sulla convinzione che un’unica sede possa diffondere meglio il profumo della conoscenza di Dio, come suggerisce la lettera aperta, citando la parola di Paolo ai Corinzi: «Siano rese grazie a Dio, il quale ci fa partecipare al suo trionfo in Cristo e diffonde per mezzo nostro il profumo della sua conoscenza nel mondo intero».
La decisione di concentrare le attività formative a Potenza non significa abbandonare le tradizioni e le ricchezze delle due sedi esistenti. Al contrario, i vescovi sottolineano che nulla di quanto costruito finora andrà perduto, ma sarà messo nelle condizioni di servire il futuro. L’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Matera, ad esempio, continuerà a concludere i corsi già avviati, garantendo che chi è già iscritto possa terminare il percorso. La transizione avrà inizio con l’anno accademico 2026-2027, quando l’Istituto Teologico di Potenza diventerà l’unica sede per l’iscrizione al primo anno.
La formazione non deve essere riservata a pochi, ma accessibile a tutti.
Un passo verso il futuro
La lettera aperta, firmata da Davide Carbonaro, arcivescovo metropolita di Potenza, e da altri vescovi della regione, invita a un impegno concreto e a una collaborazione tra laici e religiosi. «Non serve avere già pronte tutte le risposte: serve il coraggio di iniziare», scrivono i vescovi, ricordando che la formazione teologica non deve essere un affare riservato a pochi, ma un’opportunità accessibile a tutti. La sfida è di far dialogare la teologia con la vita reale delle comunità, in un confronto vero con la cultura e le istituzioni locali.
La proposta si basa su una riflessione su una realtà che mostra segni di fatica, come la rassegnazione e la chiusura, e una difficoltà a essere riconosciuti come interlocutori credibili nel dibattito culturale e sociale della regione. I vescovi sottolineano l’importanza di un’azione condivisa e di un’offerta formativa che si adatti alle esigenze del presente. L’obiettivo è di creare una struttura in grado di diffondere il profumo della conoscenza di Dio, come suggerisce la parola di Paolo, e di far crescere la vita che la grazia semina in ogni persona.
La sfida è grande, ma i vescovi credono che il coraggio di iniziare possa portare a un futuro migliore.
La lettera aperta, che cita la Costituzione apostolica Veritatis gaudium e il Documento di sintesi del cammino sinodale, sottolinea l’importanza di un’azione condivisa e di un’offerta formativa che si adatti alle esigenze del presente. I vescovi chiedono a tutti di essere protagonisti di questo tempo, non spettatori, e di mettersi in gioco con umiltà e competenza. L’obiettivo è di creare una struttura in grado di diffondere il profumo della conoscenza di Dio, come suggerisce la parola di Paolo, e di far crescere la vita che la grazia semina in ogni persona.
