Truffa di 52mila euro bloccata grazie a una rete di collaborazioni istituzionali

Un professionista maceratese vittima di truffa tramite SMS e telefono ha visto i soldi riaccreditati grazie a una rete di collaborazioni istituzionali.

Un professionista maceratese vittima di truffa tramite SMS e telefono ha visto i soldi riaccreditati grazie a una rete di collaborazioni istituzionali
Un professionista maceratese vittima di truffa tramite SMS e telefono ha visto i soldi riaccreditati grazie a una rete di collaborazioni istituzionali

Un professionista dell’entroterra maceratese ha vissuto un’esperienza drammatica di truffa, con il rischio di perdere 52mila euro in un pomeriggio. La vittima ha ricevuto un “sms civetta” che avvisava di un addebito sospetto sul conto, ma la trappola era ben orchestrata. L’interlocutore si è spacciato per un operatore dell’Ufficio antifrode Nexi, chiedendo i dati della carta di credito e del bancomat. Pochi minuti dopo, è arrivata una telefonata da parte di un finto maresciallo dei carabinieri, che ha spiegato la necessità di un intervento tecnico immediato per bloccare la truffa. L’uomo, però, ha notato un dettaglio incoerente: il finto maresciallo ha fatto riferimento a un “ispettore”, grado che appartiene alla polizia e non all’Arma. Questo lapsus ha insospettato il professionista, che ha potuto agire grazie al supporto di un collega che gli ha prestato il telefono per non interrompere la chiamata.

La rete di collaborazioni istituzionali

La direttrice della filiale della banca, Sonia Monteverde, ha agito con prontezza, collegandosi immediatamente al sistema e scoprendo la truffa in corso. Due bonifici istantanei per un totale di quasi 52mila euro erano stati bloccati dal sistema di sicurezza interno dell’istituto, mentre altri due ordinari, indirizzati a un conto corrente postale, erano in partenza. La vittima è stata quindi indirizzata all’Ufficio postale per iniziare la pratica di frode. La mattina seguente, la direttrice è andata in filiale con mezz’ora di anticipo, mettendosi in contatto con il maresciallo dei carabinieri della stazione di Urbisaglia, che ha fissato un appuntamento per raccogliere la denuncia e l’ha inoltrata tempestivamente alla procura per congelare la somma.

La tempestività e la collaborazione tra istituzioni hanno salvato i risparmi del professionista. La Procura di Macerata ha emesso il decreto per il dissequestro dei fondi, e questa mattina è arrivata la notizia: l’intera somma è stata riaccreditata sul conto corrente. Il professionista ha espresso un ringraziamento speciale a tutti coloro che hanno reso possibile il lieto fine.

Un lavoro di squadra per salvare i risparmi

La direttrice della filiale di Tolentino della Bcc di Recanati e Colmurano, Sonia Monteverde, e tutti i dipendenti hanno dimostrato prontezza, sensibilità e supporto costante. La sede centrale Bcc di Recanati, con Francesco Rango e Valentina Tran, ha garantito l’efficacia dei blocchi e la tempestività operativa. L’Arma, con il comandante della Stazione dei carabinieri di Urbisaglia, il maresciallo Giovanni Galante, e i suoi collaboratori, ha interagito con dedizione nella raccolta della denuncia e nello svolgimento delle indagini. La sede centrale di Tolentino di Poste Italiane, con la direttrice Orietta Settimi e il dipendente Simone Mari, ha garantito la pazienza e l’immediato inoltro dei documenti al servizio Antifrode Poste.

La sinergia tra banca, carabinieri e posta ha permesso di bloccare la truffa in tempo utile. Il professionista ha concluso dicendo che il lieto fine è stato possibile grazie al valore profondo delle persone che ha incontrato sulla sua strada: professionisti esemplari e servitori dello Stato che non si sono limitati a fare il loro dovere, ma lo hanno fatto con dedizione, tempestività e umanità fuori dal comune.