Tre colpi sull’auto blindata di Cerreti: indagini per chiarire se gesto intimidatorio

Tre colpi sull’auto blindata di una pm anti-mafia a Milano: indagini in corso per chiarire se gesto intimidatorio.

Il 18 settembre 2026, a Milano, è stato segnalato un danneggiamento all’auto blindata di Alessandra Cerreti, pm anti-mafia impegnata nell’inchiesta Hydra. L’episodio, avvenuto nel cortile del Palazzo di Giustizia, ha suscitato preoccupazioni e reazioni da parte di istituzioni e associazioni. La vettura, utilizzata per il servizio di magistrati e personale sottoposto a tutela, è stata sottoposta a controlli della scorta prima di essere utilizzata. Tre colpi sul vetro, senza frattura, sono stati individuati sul finestrino anteriore destro, elemento che ha spinto gli investigatori a indagare sulla natura dell’episodio.

Indagini in corso per chiarire la natura del danneggiamento

I carabinieri del Nucleo investigativo di Milano hanno avviato accertamenti per stabilire se l’episodio sia un gesto casuale, un atto vandalico o un’azione mirata. Le immagini delle telecamere di sorveglianza sono state analizzate, ma non è emersa la presenza di persone vicino alla vettura al momento del danneggiamento. Gli investigatori stanno valutando anche l’ipotesi che l’episodio possa essere avvenuto in un momento diverso da quello inizialmente ipotizzato. La natura del gesto, tuttavia, non è ancora definita e rimane oggetto di indagine.

Le indagini dovranno chiarire se il danneggiamento sia legato all’attività investigativa della pm. L’episodio viene valutato alla luce del contesto in cui la magistrata è impegnata, con un’inchiesta che ha al centro le relazioni tra diverse organizzazioni mafiose operanti nel Nord Italia. La pm Cerreti è già sottoposta a misure di protezione, dopo che erano emerse informazioni relative a presunti progetti di attentato nei suoi confronti. Queste circostanze hanno portato a un maggiore controllo delle condizioni di sicurezza dei magistrati coinvolti nell’inchiesta.

Un contesto di tensione e protezione per la pm Cerreti

Alessandra Cerreti, impegnata da anni nelle indagini sulla criminalità organizzata in Lombardia, è tra i magistrati titolari dell’inchiesta Hydra. La magistrata è già sottoposta a misure di protezione, dopo che erano emerse informazioni relative a presunti progetti di attentato nei suoi confronti. Queste circostanze hanno portato a un maggiore controllo delle condizioni di sicurezza dei magistrati coinvolti nell’inchiesta. Il nuovo episodio viene valutato alla luce di questo contesto, con l’ipotesi che il danneggiamento possa essere legato all’attività investigativa della pm.

La solidarietà verso la magistrata è arrivata da diverse istituzioni e associazioni. Elena Buscemi, presidente del Consiglio comunale, ha espresso vicinanza all’intera aula alla pm Cerreti, richiamando l’attenzione sulle circostanze dell’accaduto. L’associazione Avviso Pubblico, attraverso il coordinatore regionale Fabio Bottero, ha definito il gesto un “segnale gravissimo e inaccettabile”, auspicando che si faccia rapidamente chiarezza. La magistratura e le Forze dell’ordine non devono essere lasciate sole, ha sottolineato Bottero, che ha ribadito il sostegno all’inchiesta Hydra. Le indagini sull’episodio dovranno ora stabilire se dietro quei tre colpi ci sia stata una semplice azione di danneggiamento oppure un gesto indirizzato alla magistrata e collegato alla sua attività investigativa. Saranno gli accertamenti dei carabinieri e gli eventuali sviluppi dell’inchiesta a chiarire la natura dell’episodio. Intanto, il processo Hydra continua il suo percorso giudiziario, con l’inchiesta che riguarda il cosiddetto sistema mafioso lombardo e le relazioni tra organizzazioni criminali e diversi settori della società e dell’economia del territorio.