Jeremy Clarkson e James May prevedono l’ascesa dell’industria automobilistica cinese
Jeremy Clarkson e James May, in un episodio di Top Gear del 2012, prevedono con accuratezza l’ascesa dell’industria automobilistica cinese, oggi confermata dai dati.
Un episodio di Top Gear che ha previsto il futuro
Nel 2012, Jeremy Clarkson e James May, durante un episodio di Top Gear, hanno visitato la Cina per testare le auto locali. L’obiettivo dichiarato era ridere delle imitazioni a basso costo dell’industria cinese, ma con il senno di poi, quel servizio sembra più una previsione azzeccata che una semplice gag. Il loro commento su un futuro in cui le auto cinesi avrebbero dominato i mercati globali si è rivelato sorprendentemente preciso. Tra le tante battute e le gags, i due conduttori hanno espresso una visione chiara: le auto cinesi non si sarebbero fermate, ma avrebbero continuato a crescere e a espandersi. La previsione di Clarkson e May ha anticipato un cambiamento radicale nel settore.
La crescita esponenziale dei marchi cinesi
Dopo più di dieci anni, i dati confermano che l’industria automobilistica cinese ha superato le aspettative. Nel 2025, BYD ha venduto circa 2,26 milioni di veicoli elettrici a batteria, superando Tesla e diventando il primo produttore al mondo. La crescita non si è limitata ai confini cinesi: le immatricolazioni europee di BYD sono passate da poche migliaia a oltre 187.000 nel solo 2025, con una crescita talmente rapida da aver superato Tesla in singoli mesi tra il 2025 e il 2026. In alcuni mercati chiave come il Regno Unito e la Spagna, la penetrazione dei marchi cinesi è ormai a doppia cifra.
La strategia dei produttori cinesi ha trasformato il mercato globale. L’ascesa non si è fermata ai confini cinesi: la Cina è diventata il primo esportatore mondiale di veicoli, superando il Giappone nel 2024 e con proiezioni che per il 2025 superano i 7 milioni di unità. La quota di mercato dei marchi cinesi in Europa è quasi raddoppiata nella prima metà del 2025, arrivando al 5,1%, per poi assestarsi intorno al 6-7% sull’intero mercato europeo entro fine anno. Nonostante i dazi anti-sovvenzione introdotti dall’Unione Europea, i marchi cinesi continuano a crescere, dimostrando una capacità di adattamento e innovazione senza precedenti.
La strategia dei produttori cinesi è cambiata radicalmente: dalle copie a basso costo di modelli occidentali, si è passati a un investimento massiccio e precoce sull’elettrico, in un momento in cui i costruttori occidentali erano ancora lenti o titubanti su quel fronte. Quel vuoto di mercato, unito a una struttura industriale verticalmente integrata e a costi di produzione molto più bassi, ha permesso alla Cina di ribaltare in poco più di un decennio i rapporti di forza del settore.
La previsione di Clarkson e May ha avuto un impatto reale sul mercato globale. L’espansione della rete stradale cinese ha permesso di coprire per venti volte l’intero territorio delle isole britanniche entro il 2025, un dato che ha anticipato l’accelerazione del settore. Il successo di BYD, in particolare, ha dimostrato come un’azienda una volta sconosciuta potesse diventare un leader globale. La trasformazione dell’industria automobilistica cinese non è solo un fenomeno economico, ma un cambiamento culturale e tecnologico che ha reso il Paese un attore chiave a livello internazionale.
