Salmo e le fake news sulle creme solari: un caso di disinformazione in campo sanitario
Salmo e le fake news sulle creme solari: un caso di disinformazione in campo sanitario

Salmo e le fake news sulle creme solari
Il rapper sardo Salmo, noto per i successi come “Il cielo nella stanza” e “La canzone nostra”, ha recentemente pubblicato un video su TikTok in cui mostra una cicatrice sul volto, conseguenza dell’asportazione di un carcinoma basocellulare, noto anche come basalioma. L’evento ha riacceso il dibattito su una serie di bufale circolate in rete, tra cui l’affermazione che le creme solari potrebbero aumentare il rischio di tumori della pelle. Salmo, con milioni di stream e un seguito di oltre 2,3 milioni di ascoltatori mensili su Spotify, ha condiviso la sua esperienza, riferendosi esplicitamente a una teoria promossa da una nutrizionista e oncologa, Debora Rasio, che ha sostenuto che l’esposizione al sole potrebbe proteggere dal melanoma, mentre le creme solari aumenterebbero il rischio di tutti i tumori della pelle.
Le creme solari non sono cancerogene e sono regolate da normative rigorose che vietano l’utilizzo di sostanze classificate come cancerogene, mutagene o tossiche per la riproduzione. Sono sottoposte a test di sicurezza e a una fase di vigilanza post-marketing per garantire la loro sicurezza. L’unica “pecca” delle creme solari è che nessuna di esse scherma il 100% dei raggi ultravioletti. Un prodotto con SPF 15 lascia passare circa il 7% degli UV, uno con SPF 30 il 3%, e uno con SPF 50 il 2%. L’efficacia diminuisce quando il prodotto viene applicato in quantità insufficiente o non viene riapplicato come indicato.
Le bufale circolano anche tra i più noti
Le teorie alternative sulle malattie della pelle continuano a far presa, nonostante le ampie smentite da parte di esperti. L’ISS ha bollato come fake news le affermazioni di Debora Rasio, che ha mal interpretato vecchi studi, tra cui una ricerca pubblicata nel novembre 2023 su Cancer Epidemiology, Biomarkers & Prevention. La dottoressa ha sostenuto che chi si espone regolarmente al sole per lavoro ha un rischio di melanoma inferiore fino al 40-50% rispetto a chi trascorre la settimana prevalentemente al chiuso. Tuttavia, questa interpretazione è stata criticata da molti colleghi, che hanno sottolineato come la realtà scientificamente assodata sia ben diversa.
La protezione dal sole è fondamentale e le creme solari rappresentano un presidio importante per prevenire i danni causati dai raggi UV. La Fondazione AIRC per la ricerca sul cancro ha messo in guardia dalle bufale, tra cui quella di cui si è fatto portavoce Salmo. L’ente ha ricordato che i raggi UV sono il principale fattore di rischio per lo sviluppo del melanoma. Un’esposizione eccessiva al sole può danneggiare il DNA delle cellule della pelle e favorire processi che, anche molti anni dopo, possono portare allo sviluppo di un tumore della pelle. Le creme solari, invece, ci proteggono dai raggi UV del sole. Come tutti i prodotti cosmetici, sono regolate da normative rigorose che garantiscono la loro sicurezza. Il vero rischio non è usare la crema solare, ma è non usarla.
La salute pubblica richiede una corretta informazione e una verifica delle fonti. L’ISS ha ribadito che non è vero che le creme solari facciano male e, tantomeno, che siano cancerogene. L’unico rischio reale è l’uso improprio o insufficiente delle creme, che non offrono una protezione totale ma comunque essenziale. La disinformazione, come quella promossa da Salmo e da Debora Rasio, può portare a conseguenze gravi per la salute, soprattutto se non viene contrastata con dati scientifici verificabili.
