Prezzi del petrolio salgono per nuovi attacchi dei Houthis e esplosioni a Kharg Island

Prezzi del petrolio salgono per nuovi attacchi dei Houthis e esplosioni a Kharg Island

Prezzi del petrolio salgono per nuovi attacchi dei Houthis e esplosioni a Kharg Island
Prezzi del petrolio salgono per nuovi attacchi dei Houthis e esplosioni a Kharg Island

Il prezzo del petrolio è salito in seguito a nuovi attacchi dei Houthis e a segnalazioni di esplosioni a Kharg Island, un importante hub di esportazione iraniano. L’aumento si colloca in un contesto di crescente instabilità nel Medio Oriente, con attacchi dei Houthis e conflitti iraniani che alimentano le preoccupazioni per interruzioni future della fornitura. Il Brent, il benchmark globale, ha raggiunto quasi 98 dollari al barile, segnando un aumento del 60 per cento quest’anno, mentre il prezzo del diesel europeo si avvicina ai 200 dollari al barile. La volatilità riflette l’ansia dei mercati per la situazione regionale e il suo impatto sui mercati energetici globali.

Preoccupazioni per la fornitura in un contesto di conflitti

La campagna contro il più grande produttore dell’OPEC, l’Arabia Saudita, ha aggravato le preoccupazioni per la continuità delle forniture di petrolio. Gli attacchi dei Houthis sui siti energetici sauditi, tra cui la raffineria di Jazan, hanno interrotto le operazioni, mentre le azioni iraniane nel Medio Oriente hanno complicato ulteriormente la situazione. Gli analisti avvertono che il conflitto potrebbe protrarsi, con Goldman Sachs che ha osservato che i mercati stanno sempre di più valutando un prolungato conflitto nel Medio Oriente. Questo ha portato a un trend di prezzo in aumento, con i trader che aspettano ulteriori interruzioni.

La volatilità dei prezzi è alimentata dall’incertezza.

Le fluttuazioni dei prezzi sono state erratiche, in parte a causa dei volumi di trading ridotti dopo il fine settimana di Labor Day. Tuttavia, le segnalazioni di esplosioni a Kharg Island, il principale hub di esportazione del petrolio iraniano, hanno riacceso le preoccupazioni per la tensione nella fornitura. La strategica importanza del sito ha reso un attacco un evento di grande impatto, con ogni incidente che alimenta le preoccupazioni per la stabilità delle forniture globali. Intanto, il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha affermato di aver registrato progressi significativi nei colloqui con l’Oman su un percorso di transito temporaneo attraverso il Canale di Hormuz, sebbene l’effetto sul sentiment dei mercati rimanga incerto.

La domanda di carburanti raffinati si intensifica

Le scorte globali di petrolio stanno diminuendo rapidamente, contribuendo al forte aumento dei prezzi dei carburanti raffinati. In particolare, il diesel ha visto un aumento significativo, con il benchmark europeo che si avvicina ai 200 dollari al barile. Questa tendenza è aggravata dalla perdita di circa 2 milioni di barili al giorno di esportazioni dal Medio Oriente e un ulteriore 2 milioni da Russia a causa degli attacchi aerei ucraini. Gli analisti come Russell Hardy del gruppo Vitol hanno segnalato una tensione nei mercati dei carburanti raffinati, avvertendo che la prospettiva rimane fragile.

La Cina sta contribuendo a stabilizzare i mercati globali.

Nonostante l’incertezza, l’aumento degli acquisti di petrolio grezzo in Cina ha fornito un certo sollievo ai mercati globali. I dati doganali mostrano che i raffinatori cinesi hanno incrementato gli acquisti da gulf e da altre fonti, permettendo al paese di esportare più prodotti petroliferi. Questo ha alleviato in parte la pressione sulle catene di approvvigionamento globali. Tuttavia, la situazione rimane delicata, con i trader che monitorano attentamente gli sviluppi nel Medio Oriente e la possibilità di ulteriori interruzioni.