Paks II sull’orlo della sospensione per la crisi idrica e il caldo estremo
Paks II, l’unica centrale nucleare ungherese, è stata sospesa a causa del caldo e della scarsità d’acqua. La crisi energetica si intensifica.

La centrale nucleare Paks II, l’unica fonte di energia atomica in Ungheria, è stata sospesa temporaneamente a causa del caldo estremo e della scarsità d’acqua nel fiume Danubio. La situazione, aggravata da un record di temperature e un livello del fiume inesistente, ha portato il governo a prendere misure urgenti per limitare il consumo di energia. La popolazione è invitata a non utilizzare elettricità durante le ore di punta, tra le 17 e le 22, evitando l’uso di climatizzatori e la ricarica di veicoli elettrici. La sospensione, che potrebbe durare fino a 72 ore, ha causato un calo di 2000 megawatt nella produzione energetica nazionale, un impatto significativo su un paese che già soffre di stagnazione economica.
La crisi energetica e le sue conseguenze
La sospensione di Paks II si inserisce in un contesto di crisi energetica globale, in cui le temperature record e la scarsità d’acqua hanno colpito diversi impianti nucleari. Il governo ungherese ha dichiarato che la situazione potrebbe peggiorare nei prossimi mesi, a causa del caldo estremo previsto. La sospensione ha reso necessario un aumento del consumo di energia importata, con costi stimati tra 100 e 200 miliardi di forint (315 a 630 milioni di dollari). La popolazione è stata invitata a risparmiare energia, con misure che includono l’interruzione del traffico ferroviario e la chiusura della illuminazione pubblica. La crisi energetica potrebbe aggravare ulteriormente la stagnazione economica del paese.
Il progetto Paks II e le controversie
Il progetto Paks II, che prevede la costruzione di due nuovi reattori, è stato oggetto di dibattito internazionale. L’aggiudicazione del progetto è avvenuta direttamente a Rosatom, senza seguire il processo di gara previsto dall’Unione Europea. Questo ha portato a un’azione legale del 2025, in cui il Tribunale di Giustizia dell’Unione Europea ha stabilito che la decisione era contraria al diritto comunitario. Con l’arrivo di una nuova, più pro-europea, amministrazione, il progetto è stato sottoposto a una revisione. La sospensione di Paks II mette in luce i rischi legati all’energia nucleare in un contesto di cambiamento climatico.
La crisi idrica ha effetti su diversi settori, non solo energetico. Il traffico fluviale è stato limitato, con conseguenze per il trasporto di carbone, petrolio e biomasse. La scarsità d’acqua ha ridotto la produzione di energia idroelettrica, aumentando i costi di sostituzione e creando ulteriore pressione sull’industria. La situazione ha reso evidente come l’acqua sia diventata una risorsa strategica per la produzione di energia. La crisi energetica in Ungheria rappresenta un esempio di come i cambiamenti climatici possano influenzare direttamente la stabilità economica e energetica.
Le organizzazioni ambientaliste, come Global 2000, hanno chiesto un’accelerazione del passaggio verso fonti rinnovabili, sottolineando che la crisi climatica ha reso l’energia nucleare meno sicura e meno disponibile. La sospensione di Paks II potrebbe essere un segnale per un cambiamento di rotta, ma il futuro del progetto rimane incerto. La crisi energetica in Ungheria ha messo in luce le fragilità del sistema energetico nazionale e le sfide del futuro.
