Cessione Solgas a Astea Energia: il Comune di Fermo valuta la partecipazione minoritaria
Il Comune di Fermo valuta la cessione del 51% di Solgas a Astea Energia, con un cambio di partecipazione al 5%.
Il Comune di Fermo sta valutando la cessione del 51% della società Solgas a Astea Energia, in cambio del 5% della nuova società. L’ipotesi, che potrebbe essere discussa al prossimo consiglio comunale, ha suscitato dibattito e preoccupazioni tra i cittadini e i rappresentanti politici. Alessandro Del Monte del Partito Democratico ha espresso dubbi sull’operazione, sottolineando che “il patrimonio pubblico non è una riserva di cassa”.
Un passo verso la riduzione del controllo comunale
La cessione del 51% di Solgas rappresenta un passo significativo nella riduzione del controllo diretto del Comune sulla società. Nel 2016, Fermo aveva ceduto il 49% di Solgas al Gruppo Società Gas Rimini, conservando il 51% e quindi il controllo. Oggi, invece, la partecipazione comunale si ridurrebbe al 5%, con un cambio di natura sostanziale. L’operazione, se confermata, segnerebbe una perdita di influenza diretta su una società costruita nel tempo dalla comunità fermana.
La decisione ha radici in scelte precedenti
L’ipotesi di una futura uscita del Comune dalla maggioranza di Solgas risale al periodo della gestione Calcinaro, quando si discusse la possibilità di una cessione del 51%. Durante il secondo mandato di Calcinaro, la trasformazione societaria e la modifica della governance del 2022 avevano già aperto dibattiti sull’eventuale perdita del controllo comunale. Renzo Interlenghi, allora capogruppo di Fermo Capoluogo all’opposizione, aveva denunciato il rischio di una futura perdita del controllo.
La nuova amministrazione e la gestione del patrimonio
La proposta specifica con Astea Energia è emersa nel 2026, quando l’amministratore unico di Solgas ha comunicato la sua intenzione al Comune il 7 luglio, in un momento in cui la nuova amministrazione era già insediata. L’operazione, se approvata, si collocherebbe all’interno di un arco politico più ampio, che include scelte precedenti e decisioni attuali. Alberto Scarfini, ex assessore della seconda Giunta Calcinaro, aveva deleghe alle politiche finanziarie e di bilancio, e la sua esperienza potrebbe influenzare la valutazione dell’operazione. La convenienza industriale, patrimoniale e finanziaria dell’operazione dovrà essere valutata con rigore, considerando il valore delle due società, i criteri del concambio, i dividendi, la consistenza patrimoniale e le prospettive del mercato energetico. È necessario che i dati siano resi pubblici con trasparenza, affinché la città possa comprendere l’impatto della decisione.
La cessione del 51% di Solgas rappresenta un cambiamento di natura sostanziale, che va valutato con attenzione. Il Comune di Fermo, con la sua partecipazione minoritaria, perderà il controllo diretto su una società costruita nel tempo dalla comunità. L’operazione, se approvata, segnerebbe un passo importante nella gestione del patrimonio pubblico e nella sua trasformazione nel contesto energetico attuale. La decisione dovrà essere approvata al prossimo consiglio comunale, dove saranno sollevati dubbi e richieste di chiarimento. La trasparenza e la valutazione rigorosa dei criteri di scambio saranno fondamentali per comprendere l’impatto dell’operazione sul patrimonio pubblico e sul futuro della città.
