Nuovo ospedale Terni, dibattito su Sabbione. De Luca: «Area fuori dalla ricaduta polveri»
Dibattito sull’ubicazione del nuovo ospedale di Terni, con preoccupazioni per l’area di Sabbione e polemiche tra istituzioni.

Il dibattito sull’ubicazione del nuovo ospedale di Terni si intensifica, con l’area di Sabbione al centro delle critiche e delle polemiche. L’assessore regionale Thomas De Luca ha sottolineato, mostrando una mappa dell’Arpa Umbria del 2006, che l’area scelta è totalmente fuori dall’area di ricaduta delle polveri emesse dagli inceneritori di Maratta. Tuttavia, comitati, partiti politici e rappresentanti locali non si fermano a questa spiegazione, sollevando dubbi su aspetti tecnici, economici e ambientali. La Regione, pur sostenendo la scelta di Sabbione come la migliore opzione tecnica, non ha fornito dati sufficienti per giustificarla in un contesto industriale. La questione ha suscitato reazioni di diverso tipo, da accuse di mancanza di collaborazione a critiche su un approccio troppo propagandistico.
La scelta tecnica e le critiche
La Regione Umbria ha definito la scelta di Sabbione come la migliore opzione tecnica, ma non ha chiarito come un ospedale possa integrarsi in un’area con forte vocazione industriale. I consiglieri regionali, tra cui Donatella Tesei e Enrico Melasecche, hanno espresso preoccupazione per il «silenzio totale sulle risorse necessarie», accusando la Proietti di non aver indicato un piano finanziario concreto. Un’opera strategica di questa portata non può vivere di annunci e richieste generiche, hanno sottolineato. Allo stesso tempo, il comitato di difesa dell’ospedale di Terni ha espresso preoccupazione per il tono della presentazione del Documento di fattibilità delle alternative progettuali (Docfap), ritenendola troppo concentrata sulla rivendicazione delle competenze amministrative.
Le opinioni e le posizioni politiche
Le opinioni si dividono tra chi vede un’occasione per una «svolta della sanità pubblica» e chi, invece, parla di «assenza di spirito di collaborazione istituzionale». La Lega Umbria ha espresso delusione per l’ennesima occasione di propaganda, mentre il Movimento 5 Stelle e Patto Avanti Umbria sostengono la Regione, sottolineando l’accelerazione su progettazione e autorizzazioni. La Regione crede in quest’opera e lo ha dimostrato accelerando su progettazione e autorizzazioni, ha detto Patto Avanti Umbria. Tuttavia, il sindaco di Terni, Stefano Bandecchi, è stato criticato per aver continuato a ostacolare l’opera, con dichiarazioni che, secondo alcuni, sono state vane e illusorie.
La scelta di Sabbione ha suscitato anche preoccupazioni per l’impatto ambientale. Futuro Nazionale Terni ha espresso preoccupazione per i fumi dell’inceneritore, la puzza della fabbrica di mangimi e il terreno alluvionale, che renderebbe difficile scavare senza incontrare acqua. L’assessore De Luca ha risposto a questa critica, sottolineando che l’area è fuori dall’area di ricaduta delle polveri. «È imbarazzante vedere la stessa destra che proprio ieri, in consiglio regionale, ci accusava di scelleratezza perché abbiamo eliminato l’inceneritore dal piano dei rifiuti, oggi parlare a vanvera di Sabbione come area a rischio», ha detto.
Il dibattito si è esteso anche a livello regionale, con il vicepresidente della Provincia di Terni, Francesco Maria Ferranti, che ha criticato la scelta di Sabbione, sottolineando che il sito di Colle Obito era stato precedentemente valutato come adeguato. «Viene irresponsabilmente scartato il sito di Colle Obito sul quale la direzione welfare della Regione aveva dichiarato l’adeguatezza tecnica», ha commentato Ferranti. La scelta di Sabbione, secondo lui, comporterebbe un aumento dei tempi e un costo di circa 800 milioni di euro.
