Ravenna celebra il cardinale Tonini a 13 anni dalla scomparsa: “Un uomo che ha lasciato il segno nei cuori”

A tredici anni dalla scomparsa, Ravenna ricorda il cardinale Ersilio Tonini con una celebrazione in sua memoria, testimonianze di chi lo ha conosciuto e un ricordo di vicinanza alle persone.

Ravenna celebra il cardinale Tonini con una messa in sua memoria, testimonianze di chi lo ha conosciuto e ricordi di gesti di vicinanza
Ravenna celebra il cardinale Tonini con una messa in sua memoria, testimonianze di chi lo ha conosciuto e ricordi di gesti di vicinanza

A tredici anni dalla scomparsa, Ravenna ha ricordato il cardinale Ersilio Tonini, arcivescovo della diocesi di Ravenna-Cervia dal 1975 al 1990, attraverso una celebrazione in sua memoria organizzata dalle Acli. L’evento, tenutosi nella parrocchia di Santo Stefano, ha visto la partecipazione di fedeli, amici e collaboratori del cardinale, che hanno raccontato le sue gesta e il suo impatto sulla comunità. Il ricordo del cardinale, ancora oggi molto amato, è stato espresso con emozione e profonda gratitudine.

Un uomo vicino alle persone sofferenti

Daniele Perini, presidente del Consiglio comunale di Ravenna, ha sottolineato l’importanza del cardinale nella sua vita: “La cosa più importante che vorrei ricordare del cardinale è il suo mettere al primo posto le persone sofferenti”. Perini ha ricordato come Tonini fosse un punto di riferimento per chi aveva bisogno di conforto, un sostegno morale e un esempio di dedizione. “Ravenna è città di santi, poeti e musicisti: ecco, il cardinale è già oggi per chi ha avuto la fortuna di conoscerlo un santo”, ha concluso.

Testimonianze di vicinanza e gesti di solidarietà

Le testimonianze raccolte durante la celebrazione hanno restituito un ritratto di un uomo profondamente radicato nel territorio e nel cuore delle persone. Walter Raspa, per le Acli, ha ricordato il rapporto di stima e amicizia che il cardinale aveva con l’associazione, impegnata a portare il Vangelo in un’area difficile. “Era difficile staccarlo dalle persone che cercavano conforto”, ha detto Raspa. Don Mauro Marzocchi, ex segretario personale del cardinale, ha raccontato i cinque anni vissuti accanto a Tonini, accompagnandolo in luoghi diversi e ascoltandone le preghiere ogni mattina.

Jules Metalli, volontario e collaboratore del cardinale, ha ricordato un episodio particolarmente significativo: la messa per Giancarlo Baroncelli, il vicino di casa morto nella tragedia dell’elicottero Agip. “Lui senza esitazione mi chiese di accompagnarlo a casa dei Baroncelli. Arrivammo molto tardi e loro non sapevano niente. Sentendo il campanello a quell’ora si spaventarono. Si trovarono davanti Tonini che li abbracciò fortemente. Fu un incontro delicato e intenso”, ha raccontato Metalli. Una delle frasi che più lo colpirono fu: “Ciò che conta nella vita è fare il bene”. Metalli ha ricordato come il cardinale fosse un punto di riferimento anche in un momento difficile della sua vita, quando la sua famiglia era lontana dalla Chiesa. “Venivo da una famiglia molto lontana dalla Chiesa, con mio padre soprattutto ostile, che non voleva che andassi a Messa. Proprio in monsignor Tonini trovai il punto di riferimento su cui sfogarmi e la forza per andare avanti”, ha raccontato.

Le Acli hanno promosso la celebrazione come occasione per ripercorrere il legame profondo tra il cardinale e il territorio. Tra i ricordi più personali, quelle del bambino Jules Metalli, che ha raccontato come le prime parole del cardinale durante la festa del patrono Sant’Antonio Abate lo hanno portato ad innamorarsi della sua figura. “Ragazzi, tre cose nella vita sono importanti: un pezzo di pane, volersi bene e la coscienza netta, pulita”, ha ricordato Metalli.

Il Circolo Acli raccoglierà queste testimonianze in una raccolta dedicata alla figura di Tonini, che ha lasciato un segno indelebile nella comunità. “Quante persone hanno ricevuto attraverso l’incontro con lui una grazia – ha concluso Raspa –. Ringraziamo il Signore per averci donato quest’uomo straordinario che ha segnato un secolo di storia, un prete che ha lasciato il segno in tutti noi, nella Chiesa e nei cuori di tanta gente”.