Il mercato auto cinese si contrae: sconti record e consolidamento

Il mercato auto cinese si contrae con sconti record e un processo di consolidamento tra produttori locali e internazionali.

Il mercato auto in Cina si contrae, con sconti record e un processo di consolidamento che coinvolge produttori locali e internazionali. Le vendite di auto nuove sono crollate, i concessionari tagliano i prezzi e le case locali avviano un processo di ristrutturazione per mantenere la competitività. La contrazione del mercato, già anticipata da AlixPartners, ha visto un calo del 10 % entro la fine del 2026, con un totale di 24,6 milioni di veicoli immatricolati. La situazione si è aggravata nel mese di agosto, con un calo del 24 % rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, portando le immatricolazioni a 1,5 milioni di unità.

La contrazione del mercato è iniziata dopo anni di crescita sostenuta, con un calo significativo delle immatricolazioni e una pressione sui prezzi che ha ridotto la marginale competitività dei produttori. L’interruzione degli incentivi governativi alla domanda, l’inaridimento del settore immobiliare – tradizionalmente indicatore di ricchezza per i consumatori cinesi – e un rallentamento generale dell’economia hanno ridotto la propensione all’acquisto. In pratica, senza i sussidi che prima sostenevano le vendite, i consumatori hanno adottato un approccio più prudente, facendo scattare una vera e propria contrazione del mercato interno.

Guerra dei prezzi e margini dei produttori stranieri

Per contrastare la contrazione, i grandi marchi internazionali hanno avviato una guerra dei prezzi senza precedenti. Secondo la China Passenger Car Association, gli sconti medi applicati alle auto a combustione interna sono stati del 23,4 % nell’ultimo mese analizzato, quasi il doppio della media del 2023. Volkswagen e Toyota sono tra le case più colpite da questa dinamica, mentre la quota di mercato delle auto elettriche ha raggiunto il 65,2 % delle vendite totali, un nuovo record. La conseguenza è un forte erosione dei margini per i produttori stranieri, già a corto di spazio sul mercato interno.

La domanda si orienta sempre più verso l’elettrificazione, un settore in cui i marchi cinesi vantano un vantaggio competitivo grazie a costi più contenuti, batterie prodotte localmente e software avanzato. Ridurre il prezzo delle auto a combustione interna può temporaneamente sostenere le immatricolazioni, ma non risolve il problema strutturale. La transizione verso l’elettrificazione è diventata un fattore chiave per la sopravvivenza nel mercato cinese.

Consolidamento del settore e prospettive di esportazione

Oltre alla pressione sui prezzi, il mercato cinese sta vivendo un processo di consolidamento accelerato. Nel 2025 operavano più di 140 produttori di veicoli ecologici, di cui oltre 110 contavano vendite annuali inferiori a 100 000 unità. La presenza di così tante aziende con volumi bassi rende difficile sostenere gli ingenti investimenti richiesti per intelligenza artificiale e software-defined vehicles. Il risultato atteso è una riduzione drastica del numero di attori, con le aziende più forti che assorbono i brand più deboli.

Le case cinesi puntano a incrementare le esportazioni, con una previsione di 10 milioni di veicoli all’estero entro il 2026. Parallelamente, la produzione fuori dalla Cina dovrebbe raggiungere 3,4 milioni di unità entro il 2030, per mitigare i rischi legati a sovracapacità e a un eventuale ritorno di incentivi. Toyota rimane il leader mondiale nonostante le difficoltà, mentre Hyundai prevede un margine operativo del 7,3 % nel 2026, grazie a una strategia focalizzata su elettrificazione, software e posizionamento competitivo. Il panorama internazionale, quindi, è destinato a cambiare: le case cinesi, con prezzi più contenuti ma qualità in miglioramento, stanno erodendo le quote dei produttori tradizionali europei, giapponesi e coreani.