Maltempo in Alto Adige: colata di fango e detriti, 100 persone evacuate e un uomo muore in montagna
Maltempo in Alto Adige: colata di fango e detriti, 100 persone evacuate e un uomo muore in montagna

Un violento maltempo ha colpito l’Alto Adige, causando una grossa colata di fango e detriti che si è abbattuta su un’area ricreativa nel tardo pomeriggio di sabato 1 agosto a San Vigilio di Marebbe. L’evento ha portato all’evacuazione di circa 100 persone, tra cui passeggeri di autobus turistici, escursionisti e automobilisti, da parte del Soccorso Alpino e dei vigili del fuoco. Fortunatamente, nessuno è rimasto ferito, ma un uomo è morto precipitando da un dirupo durante un’escursione a cavallo. L’incidente è avvenuto intorno alle 8.30, con i sanitari che hanno tentato di soccorrerlo con l’elicottero del Suem, ma non è stato possibile salvare la vita del 55enne.
Maltempo e colata di fango: un’area ricreativa in pericolo
La colata di fango e detriti, causata da forti temporali con pioggia, grandine e raffiche di vento, ha invaso un’area sportiva e ricreativa, interrompendo la strada che porta al rifugio Pederù. L’evento ha causato l’occlusione del greto del rio San Vigilio e la chiusura della strada fino a nuova comunicazione. Attualmente, sono in corso interventi di pulizia e messa in sicurezza dell’area, con l’obiettivo di ripristinare la viabilità. La zona è rimasta in allerta per tutta la notte, con i soccorritori che hanno garantito la sicurezza delle persone evacuate.
Un uomo muore in montagna durante un’escursione
Intorno alle 8.30, un uomo di 55 anni è precipitato da un dirupo di circa 300 metri durante un’escursione a cavallo. L’incidente ha causato un dramma, con i soccorritori che hanno tentato di raggiungerlo con l’elicottero del Suem. Tuttavia, non è stato possibile salvare la vita del 55enne, che è morto sul posto. L’uomo era in montagna senza torcia e con il cellulare, come riferito da un testimone. L’evento ha suscitato emozioni forti tra i residenti e i soccorritori, che hanno espresso dolore e solidarietà per la tragedia.
La montagna, per la comunità fassana, rappresenta un patrimonio identitario, come ha sottolineato un rappresentante della Sat. L’evento ha messo in luce la fragilità delle Alpi, con il calore che si intensifica e il zero termico che si sposta oltre i 5 mila metri. I ghiacciai, come la Marmolada, l’Adamello e il Monte Bianco, stanno sciogliendosi sempre più in fretta, causando preoccupazioni per la sicurezza e l’ambiente. La campagna Carovana dei ghiacciai 2026 di Legambiente ha già iniziato a sensibilizzare il pubblico sull’impatto del riscaldamento globale sulle Alpi.
Nelle altre zone dell’Alto Adige, come la Val Pusteria, il Burgraviato, la Val Sarentino e la Val d’Ultimo, si registrano allagamenti, piccole colate detritiche, caduta di massi e alberi che ostruiscono le strade. L’evento ha causato interventi di soccorso in diverse aree, con l’obiettivo di garantire la sicurezza dei residenti e dei turisti. La situazione rimane sotto controllo, ma i servizi di emergenza continuano a monitorare la zona per prevenire ulteriori incidenti.
