Ergastolo per l’ex di Carol Maltesi nel sesto processo
Condanna definitiva all’ergastolo per l’ex fidanzato di Carol Maltesi nel sesto processo.
L’ex fidanzato di Carol Maltesi, 25 anni, è stato condannato all’ergastolo nel sesto processo, dopo che la Corte d’Assise d’appello di Milano ha confermato la premeditazione e la crudeltà del delitto. Davide Fontana, 46 anni, è stato trovato colpevole per aver ucciso la sua ex fidanzata con 13 martellate alla testa e successivamente sgozzandola, mentre lei era legata per girare un video destinato a Onlyfans. La sentenza, arrivata dopo due annullamenti della Suprema Corte, ha riconosciuto la premeditazione e ha inflitto la pena massima senza isolamento diurno.
Un delitto pianificato e una difesa inappuntabile
Fontana, come ricostruito dalle indagini, aveva organizzato l’omicidio in modo scientifico, acquistando attrezzi per il post mortem e simulando una malattia per evitare l’assoluzione. L’uomo ha confessato di aver conservato il corpo in casa per due mesi, mentre tutti cercavano Carol, e di aver abbandonato i resti in una discarica nel Bresciano, dove sono stati trovati da un passante. La difesa aveva sostenuto il “dolo di impeto” e chiesto attenuanti, ma la Corte ha ritenuto tali motivazioni “subvalenti” rispetto alla premeditazione e alla crudeltà.
La difesa ha sostenuto che il delitto era frutto di un “dolo di impeto”, ma la Corte ha ritenuto tali motivazioni insufficienti. Fontana ha anche confessato di aver sviluppato una dipendenza patologica da Carol e di non volerla rinunciare, spiegando che l’omicidio era il risultato di un rapporto tossico e di un controllo esagerato. La sorella di Carol, Anna, ha espresso soddisfazione per la sentenza, ma ha anche espresso dolore e rabbia per il tempo trascorso senza giustizia.
La famiglia di Carol: “Non abbiamo altre consolazioni che questa sentenza”
Anna, sorella di Carol Maltesi, ha espresso soddisfazione per la sentenza, ma ha anche espresso dolore e rabbia per il tempo trascorso senza giustizia. “A gennaio saranno 5 anni che è stata uccisa e cosa dobbiamo ancora rivalutare?”, ha chiesto. La famiglia, rappresentata dagli avvocati, ha espresso il desiderio di non avere alcun contatto con Fontana e di non partecipare a eventuali iniziative di giustizia riparativa. La difesa, tuttavia, ha annunciato che presenterà un ricorso entro 60 giorni, aprendo la possibilità di un settimo processo.
La sorella di Carol ha espresso la sua speranza che questa volta la giustizia abbia finalmente risposto al dolore e alla sofferenza della famiglia. La sentenza, che chiude un iter giudiziario tormentato, ha riconosciuto la gravità del delitto e la premeditazione, ma non ha eliminato la possibilità di ricorsi. La vicenda, che ha scosso l’opinione pubblica, rimane un caso emblematico di femminicidio e di violenza domestica, con conseguenze devastanti per la vittima e la sua famiglia.
La Corte ha anche sottolineato l’importanza delle prove raccolte, tra cui i rilievi dei Carabinieri e le dichiarazioni della sostituta procuratore Simonetta Bellaviti, che ha sottolineato come Fontana avesse “perfettamente cosa avrebbe fatto dopo il delitto”. La difesa, tuttavia, ha continuato a sostenere che il processo non è ancora concluso, e che la sentenza potrebbe essere ulteriormente modificata in sede di appello. La sentenza definitiva, quindi, rappresenta un passo avanti per la famiglia di Carol Maltesi, ma non un fine. La lotta per la giustizia e la memoria della vittima continua, anche se la condanna all’ergastolo sembra un traguardo importante per chi ha subito un dolore immenso.
