Chef siciliana apre trattoria tradizionale a Milano: la cucina semplice e accogliente di Tina

Chef siciliana apre trattoria tradizionale a Milano: cucina semplice e accogliente

Chef siciliana apre trattoria tradizionale a Milano, ambiente accogliente e cucina semplice
Chef siciliana apre trattoria tradizionale a Milano, ambiente accogliente e cucina semplice

Arianna Consiglio, trentenne chef siciliana, ha lasciato l’alta cucina per aprire una trattoria tradizionale a Milano. Dopo un percorso che l’ha portata da Catania a Emilia-Romagna, Piemonte e Lombardia, la cuoca ha scelto di tornare a una cucina semplice, senza fronzoli, ma piena di accoglienza. La sua nuova avventura si chiama Trattoria Tina, un progetto nato con l’aiuto di soci come Matias Perdomo e Simon Press, che hanno sostenuto l’idea senza limitare la libertà creativa della chef. La scelta non è casuale: è un ritorno alle radici, un modo per far sentire a casa chi entra nel suo locale.

Una cucina che si riconosce

“Questo è un posto dove il cliente entra, guarda il menu e riconosce quello che legge”, spiega Arianna. La sua visione è semplice: piatti che raccontano senza bisogno di spiegazioni, senza tecniche complesse o racconti da ascoltare prima di mangiare. La trattoria non è un luogo per interpretare la cucina, ma per gustarla e godersela fino in fondo. La cucina è un mestiere estremamente concreto: dai tanto e ricevi subito una risposta.

La trattoria è aperta in pieno agosto, nel cuore dell’estate, una scelta che potrebbe sembrare controcorrente. Ma per Arianna e i suoi soci, è una strategia ben ponderata: agosto sarà un periodo di rodaggio, un’apertura morbida per prendere confidenza con sala, cucina e organizzazione prima della stagione più intensa. “Vogliamo arrivare a settembre pronti”, spiega. Il locale, volutamente piccolo, è stato progettato per essere gestibile e concentrato, con una brigata contenuta e un menu che si ispira alla tradizione italiana.

Un menu che racconta la tradizione

Tra i primi, spicca lo spaghetto al pomodoro, un piatto che la chef considera irrinunciabile. Altri piatti come le tagliatelle al ragù, le linguine alle vongole e i ravioli di erbette con burro e salvia rappresentano una cucina che oggi si incontra sempre meno nelle nuove aperture milanesi. Anche i secondi, come l’arista di maiale cotta nel latte o le animelle di vitello, sono un omaggio alla tradizione. I dolci, tra cui il tiramisù e la panna cotta alle ciliegie, mantengono l’idea di familiarità e convivialità. La trattoria non è un nome, ma un sentimento: è il ricordo di una nonna, di una zia, di una sorella.

Trattoria Tina si trova in Via Altaguardia al 16, in zona Porta Romana. Il menu, con prezzi che si aggirano intorno ai 50 euro a testa, include piatti come il vitello tonnato, la caponata di melanzane e le uova in salsa verde. La carta dei vini, curata da Stefano Capaterra, storico sommelier di Contraste, punterà a tenere insieme etichette ricercate e bottiglie accessibili. La presenza di Matias Perdomo e Simon Press potrebbe far pensare a un nuovo capitolo del progetto Contraste, ma Trattoria Tina segue una strada tutta sua. I due chef sono sì soci del progetto, ma hanno scelto di lasciare ad Arianna Consiglio piena libertà creativa. La sua forza è nella semplicità: in un panorama dove le nuove aperture inseguono concept e storytelling, Tina punta sulla familiarità.

La trattoria, aperta il 31 luglio, è un esempio di come la cucina tradizionale possa trovare spazio in un mercato sempre più orientato a concept e storytelling. Per Arianna, è un ritorno alle radici, un modo per far sentire a casa chi entra nel suo locale. “Tina non è un nome, ma un sentimento. È il ricordo di una nonna, di una zia, di una sorella”, conclude.