Carburanti alle stelle e servizi tagliati: la CGIL denuncia l’ impoverimento delle aree interne
La CGIL lancia l’allarme su caro carburanti e desertificazione dei servizi nelle aree interne della provincia dell’Aquila.
La CGIL della provincia dell’Aquila ha lanciato un allarme su una situazione di grave impatto sociale e economico per le aree interne, dove caro carburanti, aumento del costo della vita e progressiva desertificazione dei servizi essenziali stanno aggravando le condizioni di vita delle famiglie, dei lavoratori, dei pensionati e degli studenti. La situazione, aggravata da una conformazione geografica complessa e da un trasporto pubblico insufficiente, ha reso l’auto privata un bene di prima necessità, impossibile da rinunciare, e ha creato un effetto domino sull’intera economia locale.
Costi elevati e servizi lontani
Secondo il sindacato, la progressiva scomparsa dei servizi essenziali, come scuole, uffici postali, sportelli bancari e strutture sanitarie, costringe i cittadini a lunghi e difficili spostamenti quotidiani per esercitare i diritti fondamentali. La CGIL ha evidenziato che, in particolare, gli anziani e le fasce più fragili della popolazione sono le più colpite, con costi di mobilità elevati e accesso limitato a servizi di base. La percentuale dei comuni provinciali privi di sportelli bancari è del 74,1%, con solo 28 comuni su 108 che mantengono almeno un sportello attivo.
La desertificazione dei servizi ha reso necessario un lungo viaggio per ogni esame sanitario.
La sanità pubblica, in particolare, è diventata un problema critico. Per effettuare esami come un ecocolordoppler venoso degli arti inferiori, un’ecografia bilaterale della mammella o un’ecografia del collo per linfonodi, i cittadini dell’Aquilano o della Valle Peligna devono recarsi fino all’ospedale di Avezzano. La CGIL ha sottolineato che, in base alle classi di priorità assegnate per le visite specialistiche, i cittadini si trovano di fronte a ostacoli inaccettabili per ricevere assistenza sanitaria. La riduzione dei servizi di prossimità e la cronica carenza di programmazione della sanità hanno reso necessario un lungo viaggio per ogni esame, con un impatto economico e sociale notevole.
Disuguaglianze e rischio di spopolamento
La situazione è ulteriormente aggravata dall’arrivo dell’inverno e dall’aumento dei costi energetici, che rischiano di compromettere definitivamente la tenuta sociale ed economica di migliaia di persone. L’indagine HBS dell’Istat del 2024 ha fotografato una situazione da codice rosso per la provincia dell’Aquila, con una spesa media per i trasporti di 183 euro al mese a famiglia. La quota di famiglie fuel-vulnerable, a rischio di povertà energetica legata ai trasporti, oscilla tra il 5% e il 10% nelle aree interne, con un primato nazionale negativo.
La CGIL chiede un piano straordinario per contrastare lo spopolamento e migliorare la mobilità.
La CGIL ha chiesto un piano straordinario di investimenti, il potenziamento del trasporto pubblico e la riduzione delle liste d’attesa nella sanità. È indispensabile, secondo il sindacato, attuare misure economiche strutturali a sostegno dei territori più isolati, anche attraverso una fiscalità di vantaggio. L’obiettivo è contrastare lo spopolamento e ripensare il sistema dei servizi, rendendoli di prossimità a garanzia della permanenza delle persone nelle aree interne. La CGIL ha anche richiesto al Governo regionale e nazionale di riassegnare allo Stato il ruolo di garante per l’esigibilità dei diritti fondamentali e di combattere le crescenti disuguaglianze prodotte da un sistema economico che privilegia il profitto rispetto ai bisogni delle persone.
