Blocco trasporti, crisi rifiuti, aerei e industria alimentare: il caos si espande
Blocco trasporti in Italia, crisi rifiuti, aerei e industria alimentare: il caos si espande.
Il blocco dei trasporti in Italia ha creato una situazione di grave criticità, con effetti che si estendono da Foggia ai porti del golfo di Napoli, dagli aerei alle imprese di mozzarella e pasta. La mobilitazione degli autotrasportatori, iniziata in Campania e Puglia, ha messo in seria crisi la filiera dei servizi di igiene urbana, con conseguenze immediate sul ciclo dei rifiuti e sull’approvvigionamento di carburante. La mancanza di carburante rischia di bloccare temporaneamente i collegamenti marittimi, mentre le compagnie di navigazione come Caremar, Medmar, Alilauro e Gestur segnalano un esaurimento delle scorte. Inoltre, Wizz Air ha chiesto alle autorità italiane di intervenire con urgenza per ripristinare la regolarità delle forniture di carburante agli aeroporti, altrimenti i voli potrebbero subire ritardi o sospensioni.
Disagi su rifiuti e servizi urbani
La società Amiu Puglia, che gestisce il ciclo dei rifiuti e l’igiene ambientale, ha annunciato che le difficoltà non riguardano solo l’approvvigionamento di carburante per i mezzi della società, ma anche il trasporto e il conferimento dei rifiuti raccolti agli impianti di destinazione. I blocchi dei tir incidono sulla possibilità di raggiungere la destinazione, causando ritardi o sospensioni temporanee nella gestione del servizio. La società, in collaborazione con il Comune, la prefettura e la questura, sta cercando di reperire il carburante necessario per garantire la continuità dei servizi, ma non si esclude che, se le difficoltà proseguiranno, alcuni mezzi possano ridurre l’attività.
La mancanza di carburante rischia di bloccare temporaneamente i collegamenti marittimi nel golfo di Napoli. Le scorte di gasolio per navi e aliscafi sono ormai agli sgoccioli e le compagnie di navigazione che assicurano i collegamenti con Ischia, Capri e Procida stanno avvisando autorità e passeggeri dell’imminente sospensione di parte dei servizi. Già oggi alcuni collegamenti da Capri sono stati annullati mentre domattina altre unità potrebbero restare ormeggiate nei porti.
Industria alimentare in ginocchio
La crisi dei trasporti ha colpito duramente anche l’industria alimentare, in particolare la produzione di mozzarella e pasta. Il Consorzio di Tutela della Mozzarella di Bufala Campana Dop ha lanciato l’allarme: «Non solo la Bufala Dop scarseggia ormai anche nei supermercati, ma la vera difficoltà è il blocco della produzione». I caseifici non riescono a ricevere il latte dagli allevatori, causando la chiusura di alcuni impianti. Il direttore del Consorzio, Pier Maria Saccani, ha spiegato che il prodotto è fresco e risente maggiormente delle difficoltà. Ad oggi, gli allevatori producono latte, ma non riescono a farlo arrivare ai caseifici, con conseguenze gravi per la filiera.
La produzione è ferma perché non arrivano camion né cisterne e abbiamo terminato anche le scorte. In un’intervista a Repubblica, Cosimo Rummo, presidente dell’azienda, ha annunciato che la produzione è ferma. Rummo ha spiegato che quasi tutti i principali pastifici in Puglia stanno incontrando difficoltà analoghe, con la produzione italiana di pasta in grave pericolo. Se lo stop dovesse protrarsi a lungo, il Sud potrebbe trovarsi senza cibo né medicine.
Nonostante il governo abbia annunciato l’impegno immediato di 480 milioni di euro e fissato un secondo tavolo di confronto per il 27 ottobre, la mobilitazione degli autotrasportatori prosegue. In Calabria, Fedralog ha sospeso il fermo, ma la protesta continua a creare forti disagi lungo l’intera penisola. Il Comitato trasportatori siciliani ha disposto la revoca del fermo dei servizi, ma la situazione sembra essersi sbloccata solo in parte. La protesta, inoltre, ha creato conseguenze sui servizi urbani, con conseguenze sui trasporti e sulla produzione di generi alimentari.
