Bresciangrana sospende la produzione e blocca il ritiro del latte, tensione nel settore lattiero-caseario
Bresciangrana sospende la produzione e blocca il ritiro del latte, tensione nel settore lattiero-caseario

La storica azienda lattiero-casearia Bresciangrana, con sede a Cignano di Offlaga, ha annunciato il blocco immediato della produzione e la sospensione del ritiro del latte a partire da lunedì 3 agosto 2026. La decisione, accompagnata dal deposito di un ricorso “in bianco” presso il Tribunale di Brescia, ha scatenato una reazione immediata nel settore agricolo. Circa 40 aziende agricole tra le province di Brescia e Bergamo si trovano ora senza acquirenti per le migliaia di quintali di latte prodotti, mettendo a rischio la loro sussistenza economica. La sospensione dei ritiri rischia di essere una condanna immediata per le stalle coinvolte, che non possono accumulare il latte e devono trovare alternative in poche ore.
La scelta di sospendere i ritiri rappresenta un tentativo di scaricare le colpe della crisi sull’anello più debole della catena. Secondo l’organizzazione sindacale, la decisione è stata vista come un atto unilaterale e disdicevole, che punta a spostare la responsabilità della crisi aziendale sugli allevatori, già da mesi in difficoltà per ritardi nei pagamenti delle fatture. La reazione del mondo agricolo bresciano e bergamasco è stata immediata e durissima, con Coldiretti che ha definito la condotta dell’azienda «sconcertante» e unilaterale.
Le radici del dissesto economico
Le difficoltà finanziarie di Bresciangrana affondano le radici in un contesto economico estremamente complesso. La società ha sottolineato la forte volatilità del mercato lattiero-caseario, il rallentamento dell’export legato alle tensioni internazionali e una contrazione della domanda interna registrata a partire dallo scorso anno. A questi fattori si sono aggiunti i rincari dei costi energetici e l’impennata dei tassi d’interesse, dinamiche che hanno prosciugato la liquidità aziendale. Negli ultimi mesi, le fonti di finanziamento bancario erano rimaste in piedi grazie alle scorte di formaggio Grana Padano depositate nei magazzini e poste a garanzia. Tuttavia, questa rete di sicurezza non è bastata a evitare il collasso.
La situazione ha portato a un’emergenza che coinvolge non solo l’azienda, ma anche l’intera filiera zootecnica della Bassa bresciana e delle province limitrofe. La sospensione del ritiro del latte ha messo in ginocchio le aziende agricole, costringendole a trovare alternative in un momento di crisi economica e di stagione estiva. Il latte è un bene altamente deperibile e non può essere accumulato, costringendo le aziende a trovare acquirenti alternativi in poche ore o a buttare via la produzione quotidiana con perdite economiche devastanti.
Le possibili soluzioni e i possibili sviluppi
La palla passa ora al Tribunale fallimentare di Brescia. Il deposito del ricorso “con riserva” concede alla Bresciangrana una finestra temporale per presentare un piano industriale dettagliato di ristrutturazione del debito o una proposta di concordato preventivo. I possibili sviluppi sul tavolo sono essenzialmente tre. La ricerca di un partner strategico, l’affitto del ramo d’azienda e la liquidazione giudiziale. Nelle prossime settimane, la dirigenza proverà a imbastire trattative urgenti con grandi gruppi cooperativi o industriali del settore lattiero-caseario, con voci di corridoio che guardano a realtà consolidate del territorio lombardo ed emiliano.
La liquidazione giudiziale rappresenta lo scenario più temuto, con la conseguente messa all’asta dei magazzini di stagionatura e dei macchinari. Il Tribunale potrebbe autorizzare l’affitto tempestivo dello stabilimento a un soggetto terzo, capace di garantire la continuità produttiva minima in attesa della risoluzione della procedura concorsuale. La situazione rimane in bilico, con le aziende agricole che cercano alternative e il settore lattiero-caseario che si trova a fronteggiare una crisi senza precedenti.
