Banco BPM rinuncia alla fusione con MPS, apre strada a Intesa Sanpaolo
Banco BPM abbandona fusione con MPS, Intesa Sanpaolo si avvicina all’acquisizione.

Banco BPM ha rinunciato alla fusione con Monte dei Paschi di Siena (MPS), un passo che ha reso più probabile l’acquisizione da parte di Intesa Sanpaolo. La decisione, annunciata dopo la riunione del consiglio di amministrazione, ha smentito settimane di speculazioni su un’operazione tra due delle principali banche italiane. La fusione era vista come una possibilità per MPS di difendersi dall’offerta di Intesa, ma ora sembra meno probabile.
Le ragioni della rinuncia
La decisione di Banco BPM ha trovato supporto in alcune dichiarazioni del suo primo azionista, la banca francese Credit Agricole, che ha espresso distacco dal progetto. Secondo le fonti, Credit Agricole non era coinvolta nel lavoro sul piano di fusione e non avrebbe potuto sostenere l’operazione senza la sua approvazione. Il consiglio di amministrazione agisce per conto degli azionisti, ma le decisioni finali spettano a loro.
La mancanza di supporto da parte di Credit Agricole ha reso la fusione con MPS un progetto non realizzabile.
Le regole e le sfide legali
La fusione tra Banco BPM e MPS era inoltre ostacolata da una serie di regole e limitazioni. Una delle più importanti è la cosiddetta passivity rule, che impedisce a una banca in fase di offerta di cimentarsi in operazioni straordinarie, come una fusione, che potrebbero alterare il suo valore. MPS, inoltre, era sottoposta a un’offerta pubblica di scambio, una modalità comune per l’acquisizione di banche in Italia, e doveva rispettare regole molto rigide. Nonostante alcuni tentativi di aggirare le norme, come la dimostrazione di volontà di un’operazione alla pari, la situazione non si è risolta. Inoltre, la proposta di Banco BPM era arrivata la sera prima rispetto a quella di Intesa, ma non ha bastato a garantire un vantaggio legale.
Le implicazioni per MPS
La rinuncia di Banco BPM ha aperto la strada a Intesa Sanpaolo, che ora sembra più vicina all’acquisizione di MPS. La fusione con Banco BPM avrebbe dato a MPS una posizione di parità, ma l’acquisizione da parte di Intesa la renderebbe sottoposta a una banca molto più grande. Questo ha reso la scelta di Intesa più attraente per MPS, che ora ha meno opzioni per difendersi.
La decisione di Banco BPM ha ridotto le possibilità di resistenza per MPS, aumentando la probabilità che Intesa Sanpaolo la acquisisca.
Nonostante le indiscrezioni, tra gli esperti non c’è piena convinzione che la fusione tra Banco BPM e MPS sarebbe riuscita. Inoltre, il governo italiano, che è azionista di MPS, ha mostrato un ruolo intrusivo nel risiko bancario, ma non ha impedito l’operazione. La situazione rimane complessa, con MPS che, dopo anni di crisi, si è trasformata in una banca ambita.
