Politici che querelano i giornalisti: il record di Salvini e la classifica nazionale

Politici italiani che querelano cronisti: Salvini primo, Meloni e Crosetto in testa.

Politici italiani che querelano cronisti, classifica e dati su querele infondate
Politici italiani che querelano cronisti, classifica e dati su querele infondate

Il fenomeno delle querele contro i giornalisti, spesso considerate un strumento di pressione o intimidazione, ha trovato un suo record in Italia. Matteo Salvini, ministro dei Trasporti e vicepremier, si conferma il politico che ha fatto causa a cronisti italiani almeno 14 volte negli ultimi anni, un numero senza precedenti. Dietro di lui, un gruppo di esponenti del governo attuale e di forze politiche di destra si distingue per un uso frequente della querela, spesso in modo non necessario o infondate. L’inchiesta, basata su dati raccolti da fonti anonime e non completi, ha rivelato un quadro preoccupante per la libertà di informazione.

Querelatori seriali: il caso di Salvini e altri leader

Salvini, leader della Lega, si pone come il principale esponente del fenomeno, con un numero di querele che lo colloca al vertice della classifica. Dietro di lui, si collocano esponenti del governo attuale, tra cui il ministro della Difesa Guido Crosetto, che ha usato la mediazione giuridica otto volte nei confronti di Domani. Altra figura di spicco è Matteo Renzi, che ha avviato 18 tentativi di mediazione con Il Fatto, un dato che sottolinea come l’istituto della mediazione, sebbene volto a risolvere controversie in modo rapido, possa diventare un strumento di pressione. La mediazione è diventata un passaggio obbligatorio per le querele di diffamazione, ma alcuni politici la usano per evitare di andare in causa. Questo fenomeno, purtroppo, si accompagna a un uso eccessivo di querele infondate, dette Slapp, che hanno lo scopo di intimidire e censurare chi denuncia abusi di potere.

Le querele infondate e il fenomeno delle Slapp

Secondo il report pubblicato da Case (Coalizione contro le Slapp in Europa), l’Italia è classificata primo in Europa per numero di querele infondate, dette Slapp, che hanno lo scopo di intimidire e censurare chi denuncia abusi di potere. Nel 2025, il Paese ha registrato 21 querele su 167 totali nell’Unione Europea. Tra queste, alcune sono state incluse nella classifica dei politici che querelano cronisti, come la querela di Daniela Santanché contro l’Espresso, con una richiesta di risarcimento da 5 milioni di euro.

La Commissione europea ha approvato una direttiva per contrastare queste azioni legali, ma l’Italia non ha ancora recepito la norma entro il termine previsto. La mancata adesione ha portato la Commissione a avviare una procedura di infrazione contro Roma e altri 13 Paesi. L’istituto della mediazione, introdotto nel 2011, è diventato un passaggio obbligatorio per le querele di diffamazione, ma in pratica, alcuni politici lo usano per evitare di andare in causa, anche quando le testate scelgono di non mediare.

La tendenza emerge chiaramente: i media che criticano il governo attuale sono i più bersagliati dalle querele. Secondo i dati raccolti, il gruppo Seif (Il Fatto), seguito da Report, Il Giornale, Domani e l’Espresso, ha registrato quasi 120 procedimenti solo per queste cinque testate. Questo quadro indica una situazione di tensione tra politica e stampa, con un uso eccessivo della querela da parte di alcuni esponenti del governo.