Un sequestro e un pestaggio per 9mila euro: il racconto di un egiziano picchiato a Corsico

Un egiziano racconta un sequestro e un pestaggio per 9mila euro a Corsico, con minacce e ricatto.

Un uomo egiziano viene picchiato e sequestrato a Corsico per un ricatto di 9mila euro
Un uomo egiziano viene picchiato e sequestrato a Corsico per un ricatto di 9mila euro

Un trentaduenne egiziano, A.A., ha raccontato di essere stato picchiato e sequestrato per due giorni a Corsico, per essere costretto a consegnare 999 euro e a firmare titoli di credito per altri 8mila. L’episodio, avvenuto più di quattro mesi fa, ha scatenato un’indagine che ha portato all’arresto di cinque persone, tra cui quattro egiziani e un tunisino. A.A. ha riferito ai carabinieri di essere stato aggredito in strada, dopo un incontro con un conoscente, e di essere stato costretto a firmare documenti per saldare un debito. La sua storia, raccontata in modo dettagliato, ha suscitato preoccupazione e attenzione da parte delle forze dell’ordine.

Un incontro inaspettato e una minaccia improvvisa

A.A. ha spiegato di aver conosciuto un certo Alì una decina di giorni prima alla fermata Romolo del metrò e di avergli dato appuntamento il 14 marzo in un bar di Corsico. Lì, ha raccontato, ha informato Alì che avrebbe compiuto gli anni quattro giorni dopo e gli ha mostrato scherzosamente alcune banconote, esclamando “Guarda quanti soldi ho”. Poco dopo, Alì è uscito dal bar, ha fatto una telefonata e si è allontanato. A.A. ha ricevuto una chiamata di Alì, che gli ha detto di uscire dal bar, ma lui ha rifiutato, percependo un tono di voce diverso. Poco dopo, l’egiziano si è incamminato verso la fermata dell’autobus, ma ha trovato ad attenderlo il conoscente e altri quattro uomini.

Un cugino di A.A. ha cercato di aiutarlo pagando 999 euro, ma ai rapitori non è bastato: l’egiziano è stato costretto a firmare cinque cambi per ottomila euro. “Salda tutto o pubblichiamo i video”, l’aut aut.

Una violenza inaudita e un sequestro per due giorni

I quattro uomini, tra cui due egiziani e un tunisino, hanno iniziato a picchiare A.A., per poi spingerlo sui sedili posteriori di una Bmw X1 bianca. Chiuso in una stanza piccola, l’egiziano è stato insultato e minacciato: “Se non ci dai 10mila euro, ti portiamo su una montagna, ti leghiamo e ti lasciamo morire lì”. A.A. è stato derubato dei 400 euro che aveva in tasca, denudato completamente e filmato con un cellulare.

Appena liberato, A.A. si è rivolto ai carabinieri, che grazie a sistemi di videosorveglianza, contatarghe e traffico telefonico, hanno risalito ai cinque componenti del gruppo e al luogo del sequestro. L’indagine, coordinata dai pm della Dda, ha portato all’arresto di cinque persone, tra cui quattro egiziani e un tunisino. Per il giudice, gli aggressori hanno dimostrato una “ferocia inaudita e prolungata”. I cinque sono stati notificati l’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip Angelica Cardi. L’episodio ha suscitato preoccupazione e attenzione da parte delle forze dell’ordine e della comunità locale. A.A. ha raccontato di aver vissuto quarantotto ore di terrore, con minacce, violenza e ricatto. La sua storia, resa pubblica attraverso un racconto dettagliato, ha messo in luce la gravità del fenomeno del sequestro e dell’aggressione in contesti di migrazione.