L’industria libraria australiana allerta su distruzione di libri rari per alimentare l’AI
Librai australiani preoccupati per distruzione di libri rari per alimentare AI, ordini anomali da aziende canadesi

Librai australiani e esperti di libri rari hanno espresso preoccupazione per la distruzione di opere rare per alimentare i modelli di intelligenza artificiale. L’attenzione si concentra su un fenomeno in crescita, in cui aziende come Zoom Books, una società canadese, sembrano acquistare volumi antichi e rari per utilizzarli in processi di scansione distruttiva, trasformando i libri in dati per l’AI. L’evento ha suscitato allarme tra i commercianti, che temono la perdita di pezzi unici e di valore storico.
Ordini anomali e distruzione di libri rari
Secondo i dati raccolti da Guardian Australia, diversi venditori di libri usati hanno ricevuto ordini incoerenti con i normali comportamenti dei clienti. Le richieste provenivano da Zoom Books, una società che si definisce “book recycler”, e includevano titoli di nicchia, opere obsolete e a basso costo. I libri, spesso decenni di età, venivano acquistati senza preoccuparsi del prezzo, suggerendo un interesse non convenzionale. Alcuni esempi includono un libro di poesia venduto per $9, che era rimasto in mostra per 20 anni.
John Sainsbury, proprietario di Sainsburys Books, ha confermato che Zoom Books ha effettuato ordini anomali, che hanno portato all’invio di diversi scatoloni di libri in Canada. Alcuni venditori, come Delfina Manor, hanno espresso preoccupazione per la quantità di libri richiesti e per la mancanza di interesse per il valore storico o culturale. Non è facile trovare 30-40 libri in un’unica volta, ha detto Manor, sottolineando l’impatto logistico e emotivo dell’evento.
La distruzione come pratica legale
La pratica di distruzione dei libri per alimentare l’AI è stata recentemente giustificata in un caso legale negli Stati Uniti, dove un tribunale ha ritenuto legittima la scansione distruttiva come “uso trasformativo” nel rispetto del copyright. L’azienda Anthropic, accusata di tale pratica, ha sostenuto che non acquista libri rari o antichi, ma si basa su mercati commerciali. Tuttavia, i dati suggeriscono che la pratica è diffusa e che aziende come Zoom Books potrebbero facilitare il processo.
Zoom Books ha negato di distruggere i libri, affermando di acquistare e rivendere libri usati senza alterarli. Tuttavia, alcuni venditori sottolineano che la pratica potrebbe essere parte del mercato librario esistente, dove la distruzione di libri per ricavare elementi grafici o illustrativi è già in uso. Non è la prima volta che si sente parlare di distruzione di libri per profitto, ma il caso di Zoom Books ha reso più evidente il rischio di una distruzione di massa di opere rare, con conseguenze potenzialmente irreversibili per la storia e la cultura.
Per i librai, la distruzione di libri rari rappresenta una minaccia non solo per la conservazione del patrimonio culturale, ma anche per la loro attività commerciale. Alcuni venditori, come Nick e Jenny Dawes di Grant’s Bookshop, hanno espresso una posizione ambivalente: se un acquirente desidera comprare e distruggere i loro libri, non si oppongono, ma si preoccupano se si tratta di unica copia o di un pezzo unico. Gwenyth Todd, libraia di Chatelaine Books, ha espresso un forte disappunto per la pratica, definendola “fisicamente abominevole”. La questione solleva dibattiti su come equilibrare l’innovazione tecnologica con la conservazione del patrimonio librario. Mentre l’industria dell’AI continua a crescere, i librai australiani si trovano a dover affrontare una sfida unica: proteggere i loro volumi, ma anche comprendere il ruolo che potrebbero giocare nel progresso tecnologico.
