John Galliano torna al Met dopo un lungo esilio dalla moda
John Galliano torna al Met dopo anni di esilio, con una mostra che celebra il suo lavoro e la sua evoluzione.

John Galliano, uno dei stilisti più controversi del panorama internazionale, torna al Metropolitan Museum of Art di New York dopo anni di esilio dalla moda. La mostra di primavera 2027 del Costume Institute sarà interamente dedicata al designer, segnando un momento di consacrazione dopo una lunga e complessa storia. La mostra, intitolata *John Galliano: Horizons*, sarà l’occasione per riconsiderare l’intero percorso artistico del designer, che ha attraversato momenti di grande successo e di profonda crisi. La sua carriera è stata segnata da un’espulsione simbolica, ma il suo impatto estetico rimane incontenibile.
Un percorso che va dal diploma al Met Gala
La mostra partirà da *Les Incroyables*, la collezione di diploma presentata alla Central Saint Martins nel 1984, per seguire l’evoluzione del lavoro di Galliano attraverso il marchio che porta il suo nome, le esperienze da Givenchy e Christian Dior, e il decennio trascorso alla guida di Maison Margiela. La mostra culminerà con la folgorante collezione *Artisanal* della primavera 2024, riconosciuta come uno dei momenti più significativi della moda contemporanea. La sua capacità di reinventarsi è stata un elemento chiave del suo successo.
Un passato controverso e una nuova possibilità
Galliano, noto per le sue dichiarazioni antisemite e razziste, ha vissuto un periodo di esilio dopo essere stato licenziato da Dior nel 2011. La sua carriera è stata segnata da un’espulsione simbolica dal sistema moda, nonostante il suo impatto estetico rimanesse incontenibile. Dopo anni di lavoro di riabilitazione, scuse e studio della storia ebraica, il designer ha riconquistato una parte del suo ruolo nel settore. La mostra al Met rappresenta una forma di riconoscimento, ma anche una riflessione su come la moda possa cambiare idea, purché il talento sia sufficientemente grande.
La mostra non si limita a celebrare il lavoro di Galliano, ma affronta direttamente i comportamenti antisemiti e razzisti del designer, interrogandosi sul rapporto tra risultato artistico, responsabilità morale e riconoscimento istituzionale. Anna Wintour, direttrice del Costume Institute, ha dichiarato che nessuno merita un’esposizione di questa portata più di lui, ma ha anche riconosciuto che il designer dovrà convivere per sempre con quanto accaduto. La moda non possiede una memoria lineare, ma procede per rimozioni, ritorni, citazioni e revisioni.
La mostra al Met rappresenta un momento di consacrazione per John Galliano, ma anche un’occasione per riflettere su come la memoria e la responsabilità possano coesistere con il talento e l’arte. Il designer, che ha sempre avuto un impatto enorme sul mondo della moda, torna al centro del dibattito, non solo come stilista, ma come simbolo di una storia complessa e in continua evoluzione.
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