Alcune lettere non compaiono mai sulle targhe automobilistiche, ecco perché

Alcune lettere non compaiono mai sulle targhe automobilistiche, ecco perché e quali sono.

Targhe automobilistiche con lettere I, O, Q e U escluse, per evitare confusione
Targhe automobilistiche con lettere I, O, Q e U escluse, per evitare confusione

Alcune lettere non compaiono mai sulle targhe automobilistiche, ma ci siamo mai chiesti perché? La scelta di escludere le lettere I, O, Q e U non è casuale, ma nasce da una logica grafica volta a ridurre al minimo le possibilità di confusione tra lettere e numeri, sia per chi osserva a occhio nudo, sia per i sistemi elettronici di controllo. Questo sistema, introdotto negli anni Novanta, è diventato lo standard per le targhe di auto e moto in Italia.

Le lettere vietate e la loro logica

Le lettere non utilizzate sono quattro: I, O, Q e U. La scelta di escluderle non è legata a un motivo scaramantico, ma a una precisa strategia di sicurezza. La I maiuscola, ad esempio, è spesso confusa con il numero 1, soprattutto in contesti di lettura rapida o in situazioni di scarsa visibilità. La O, invece, può essere facilmente confusa con lo zero, mentre la Q, con il suo tratto in basso, rischia di scomparire in immagini sfocate o in fotografia. La U, infine, è simile alla V, creando potenziali ambiguità in combinazioni comuni.

La logica grafica è la chiave per evitare errori di lettura e multe sbagliate.

Un sistema progettato per la durata

Il formato attuale delle targhe, AB 123 AB, è stato introdotto nel 1994 e prevede un set di 22 lettere su 26. Questo sistema permette circa 234 milioni di combinazioni, sufficienti per 80-90 anni di immatricolazioni. Secondo un’analisi pubblicata da Focus, il sistema è stato progettato per resistere a lungo, anche se il parco circolante potrebbe evolvere nel tempo. La Motorizzazione, infatti, gestisce una progressione nazionale, senza legami con la provincia, e le serie sono suddivise in blocchi che durano in media 4-5 anni. Le lettere vietate sono state eliminate per garantire una maggiore chiarezza e affidabilità, anche per i sistemi di controllo automatico come ZTL, Tutor e autovelox. Questa scelta non è unica in Europa: in Francia e nei Paesi Bassi, sono state adottate regole simili per evitare confusioni tra lettere e numeri.

Le eccezioni e le targhe speciali

Non tutte le targhe seguono lo stesso schema. Alcune, come quelle con la sigla EE, sono riservate a categorie particolari, come i veicoli di escursionisti esteri. Queste combinazioni non compaiono nelle targhe civili ordinarie per evitare omonimie. Inoltre, esistono targhe dove compaiono U o Q, ma si tratta di serie molto specifiche o codici interni, non comuni nella stragrande maggioranza dei veicoli.

Non è possibile richiedere una targa personalizzata con lettere come I, O, Q o U, poiché il sistema informatico della Motorizzazione non prevede l’uso di queste lettere. Le moto seguono le stesse regole delle auto, anche se il formato fisico della placca è diverso. La scelta di escludere alcune lettere non è un’opzione temporanea, ma una strategia progettata per garantire la leggibilità e la sicurezza nel lungo periodo. Mentre il sistema è in uso da poco più di trent’anni, l’orizzonte temporale è ancora lungo, con previsioni di fine secolo per la fine delle combinazioni attuali.