Euro 2032: tredici città in corsa, Udine non entra nel giro
Tredici città italiane si contendono l’organizzazione dell’Euro 2032, Udine non è tra quelle candidate.

La scadenza per la consegna dei dossier di candidatura per l’Euro 2032 è arrivata: tredici città italiane, con sedici stadi, hanno presentato la loro proposta alla Figc. L’Italia, insieme alla Turchia, organizzerà il campionato europeo di calcio, e la Federazione ha due mesi per selezionare le cinque sedi da sottoporre all’Uefa entro il primo ottobre. Udine non è tra quelle candidate, e quindi lo stadio Friuli non ospiterà le partite del torneo.
Un’occasione per investimenti e trasformazione
Il ministro per lo sport Andrea Abodi ha sottolineato come la candidatura di tredici città e sedici progetti rappresenti un’opportunità per il calcio italiano, con un totale di 4,5 miliardi di investimenti privati. L’obiettivo è una trasformazione epocale del sistema calcistico nazionale, con un’attenzione particolare alla sostenibilità e all’innovazione tecnologica. L’indotto economico previsto per le città che ospiteranno le gare potrebbe raggiungere un miliardo di euro.
La collaborazione tra governo, comuni, club e Figc è fondamentale per il successo del progetto.
Le città che hanno presentato la documentazione sono Bari, Bologna, Cagliari, Firenze, Genova, Lecce, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Salerno, Torino e Verona. Ogni città ha proposto uno o più stadi, con progetti di rinnovo, riqualificazione o costruzione. L’unico impianto che soddisfa immediatamente i requisiti dell’Uefa è l’Allianz Stadium di Torino, che ha visto nel tempo l’introduzione di nuove tecnologie e una maggiore attenzione alla sostenibilità. Roma, ad esempio, ha presentato due candidature: il rinnovato stadio Olimpico e il nuovo stadio dei giallorossi a Pietralata, che dovrebbe iniziare i lavori nel 2027. A Firenze, il progetto di restyling del Franchi è in corso, mentre a Milano si punta sul nuovo San Siro, di proprietà di Inter e Milan. A Napoli, invece, sono stati candidati sia il nuovo stadio Maradona che uno stadio di proprietà del club.
Un processo di selezione rigoroso
I fascicoli delle città saranno esaminati dalla Figc in un’istruttoria tecnica volta a verificare il rispetto degli standard infrastrutturali, autorizzativi, finanziari e organizzativi richiesti per l’eleggibilità. Il numero di candidature è più che doppio rispetto alle cinque sedi che l’Italia dovrà indicare all’Uefa. Questo dimostra come la candidatura rappresenti un’opportunità per attrarre investimenti, anche se non tutte le città hanno le possibilità di essere selezionate.
La Figc proseguirà il confronto con le realtà coinvolte per consolidare i dossier.
La Figc ha chiarito i prossimi passi in una nota ufficiale, ringraziando il governo, le amministrazioni locali e le società sportive per la collaborazione. Nelle prossime settimane, proseguirà il confronto con le realtà coinvolte per consolidare e perfezionare i dossier, in vista dell’individuazione delle sedi da sottoporre alla Uefa entro il 1° ottobre.
