Il Piano di assetto del territorio di Verona incassa critiche ma la maggioranza procede
Il Piano di assetto del territorio di Verona riceve pareri contrastanti nelle circoscrizioni, ma la maggioranza si muove verso l’approvazione.
Il Piano di assetto del territorio (Pat) di Verona continua a suscitare divisioni tra le forze politiche, con pareri contrastanti nelle circoscrizioni. Mentre la maggioranza comunale sostiene le scelte del documento urbanistico, alcune circoscrizioni hanno espresso critiche, in particolare quelle di Verona Sud. Il dibattito si concentra su temi come la mobilità, la qualità urbana e la tutela delle aree verdi, con accuse di mancanza di attenzione alle esigenze quotidiane dei cittadini.
Divisioni tra forze politiche
La Quinta Circoscrizione ha espresso un parere negativo sul Pat, mentre la Prima e la Sesta circoscrizioni hanno dato il loro sostegno. Il capogruppo della Lista Tommasi, Davide Cremoni, ha criticato il centrodestra, accusandolo di aver respinto iniziative che incidono direttamente sulla vita quotidiana nei quartieri. «La destra ha messo la bandierina di partito davanti ai suoi cittadini», ha affermato Cremoni, sottolineando come il voto contrario abbia rappresentato una sconfessione della stessa storia politica della coalizione di opposizione.
Secondo Cremoni, il Pat dovrebbe supportare politiche abitative integrate da nuovi servizi e maggiore attenzione alle fasce più fragili della popolazione. «La qualità urbana e la qualità sociale devono procedere insieme», sintetizzano gli esponenti dem. Dalla Lista Tommasi viene ribadito inoltre il pieno sostegno al piano per quanto riguarda la progettazione della strada di bordo, prevista per deviare il traffico pesante dalle strade di Borgo Roma, e per le misure dedicate al potenziamento del trasporto pubblico e al miglioramento della sicurezza di pedoni e ciclisti.
Progetti futuri e sviluppo sostenibile
Nello stesso contesto vengono citati progetti che coinvolgono siti come Forte Gisella, Cava Ca’ Facci e il parco agricolo, nonché la possibilità di prolungare la filovia verso la Zai occidentale e il Quadrante Europa per facilitare la mobilità pubblica. Un altro elemento caratterizzante del Pat riguarda la tutela delle risorgive, considerate nel piano come sistema unitario su cui intervenire per la valorizzazione. È prevista la possibilità di istituire un vero e proprio «Parco delle Risorgive».
Il consigliere di Traguardi Dario Coltri ha sottolineato come il Pat rappresenti un’occasione per cambiare davvero registro a Verona Sud. «Verona Sud ha pagato per decenni le scelte urbanistiche più discutibili della città. Il nuovo Pat è l’occasione per cambiare davvero registro, e per questo abbiamo scelto di sostenerlo con convinzione», ha dichiarato Coltri, evidenziando l’attenzione riservata alla Zai storica e alla Marangona. A Verona Sud, il confronto centrale proseguirà su questioni molto concrete: la trasformazione della Zai, la gestione del traffico, la destinazione delle aree verdi e le potenzialità di sviluppo della Marangona. Dopo il passaggio nelle varie circoscrizioni, spetterà comunque al Consiglio comunale esprimersi e adottare il provvedimento. Su questi e molti altri temi, tra maggioranza e opposizione, l’impressione è che le vedute siano parecchio divergenti.
