Calabria, il centrodestra abbandona il poltronificio per paura del referendum

Il centrodestra calabrese abbandona la legge sui sottosegretari per evitare il referendum. Una mossa per risparmiare risorse e evitare il voto popolare.

Il centrodestra calabrese ha abbandonato la legge che permetteva la nomina dei sottosegretari, una misura voluta dal presidente della Regione Roberto Occhiuto per ampliare l’esecutivo regionale. La decisione, approvata oggi in Consiglio regionale, è stata presa per evitare il referendum popolare che, autorizzato dalla Corte d’Appello di Catanzaro, potrebbe mettere in discussione l’incarico di Occhiuto. La mossa, descritta come una “retromarcia”, è stata giustificata con l’obiettivo di risparmiare risorse pubbliche e evitare lo “spreco” del voto popolare.

Una mossa per evitare il referendum

La legge, approvata il 3 marzo 2026, aveva permesso a Occhiuto di nominare i sottosegretari, ampliando l’esecutivo da 7 a 9 componenti. La decisione di abrogarla è stata presa in vista dell’udienza del Consiglio di Stato fissata per il 15 ottobre, dove si deciderà se il referendum è legittimo o meno. Secondo la proposta di legge approvata, la situazione di “eccessiva incertezza” che caratterizza la vicenda impone una scelta politica di rispetto delle risorse pubbliche, per evitare il rischio di “spendita di ingente denaro”.

La decisione è stata vista come una retromarcia su carta intestata del Consiglio regionale. I consiglieri di opposizione hanno tenuto una conferenza stampa per definire la mossa come “una battaglia di democrazia”. Il consigliere Enzo Bruno (Tridico Presidente) ha criticato la decisione come un’“operazione di fumo negli occhi” e ha sottolineato che il governo regionale avrebbe dovuto ritirare la legge e ammettere di aver sbagliato.

Le reazioni dell’opposizione

Il capogruppo del Partito Democratico, Ernesto Alecci, ha sottolineato che i calabresi meritano politici che vivano i problemi della regione. Rosellina Madeo (Pd) ha aggiunto che Occhiuto ha paura di misurarsi con i calabresi a un anno dalle elezioni. Per lei, il presidente della Regione è un “uomo in fuga rispetto ai problemi della Calabria”. La pentastellata ha sottolineato che la “sonora batosta politica” ha frenato la “corsa” di Occhiuto. Secondo Elisa Scutellà, la decisione di abbandonare i sottosegretari è stata presa per “colpire al balzo la sacrosanta protesta dei calabresi”. La mossa, però, potrebbe essere vista come una figura di merito per il centrodestra, che cerca di evitare il voto popolare e mantenere il controllo sulla regione.

Secondo il governo regionale, i 7 milioni di euro necessari per lo svolgimento del referendum saranno dirottati su misure di sostegno contro il caro gasolio. Occhiuto ha spiegato che il governo Meloni sta intervenendo con le compagnie petrolifere per abbassare il prezzo di gasolio e benzina, ma è giusto che ciascuno faccia il massimo, anche la Regione. La decisione del centrodestra ha suscitato reazioni forti da parte dell’opposizione. I consiglieri di opposizione hanno tenuto una conferenza stampa per definire la mossa come “una battaglia di democrazia”. Il consigliere Enzo Bruno (Tridico Presidente) ha criticato la decisione come un’“operazione di fumo negli occhi” e ha sottolineato che il governo regionale avrebbe dovuto ritirare la legge e ammettere di aver sbagliato.