Intercettazioni, il centrodestra si divisa. FdI e FI in guerra per il controllo del dibattito
Il centrodestra si divisa su intercettazioni a strascico: FdI e FI in guerra per il controllo del dibattito.

Intercettazioni, il centrodestra si divisa
La tensione nel centrodestra si è fatta sentire in aula, con Forza Italia e Forza Italia che si sono schierate in modo opposto sul tema delle intercettazioni a strascico. L’emendamento presentato da FdI, voluto da Giovanni Melillo e sostenuto da Chiara Colosimo, ha suscitato una reazione netta da parte degli azzurri, che hanno rifiutato l’idea di estendere l’uso delle intercettazioni in casi di reati legati alla criminalità organizzata. La decisione sull’ammissibilità dell’emendamento è arrivata oggi, ma l’iter ha rivelato una divisione interna al governo Meloni.
La battaglia per il controllo del dibattito è in atto. FdI ha presentato l’emendamento all’interno del decreto legge Giustizia e immigrazione, ma Forza Italia ha rifiutato di accettare qualsiasi modifica. Il governo, guidato da Carlo Nordio, aveva già limitato drasticamente l’uso delle intercettazioni a strascico nel 2023, e ora gli azzurri non intendono cedere. La posizione di FI è chiara: sulle intercettazioni non si può trattare, anche se ci sono margini per le preferenze elettorali.
Un baratto politico in vista
Lo scambio sembra essere il modo per risolvere la situazione. FdI vorrebbe un sì di FI alle preferenze al Senato, pur con un correttivo sul genere, in cambio dell’inammissibilità dell’emendamento sulle intercettazioni. Il presidente Ignazio La Russa, che deciderà in concreto, ha slittato la decisione sull’ammissibilità, permettendo a FdI di proseguire la sua battaglia. Il rinvio della decisione è visto come un ottimo espediente per permettere al baratto di andare in porto.
La giustizia diventa strumento di trattativa. Il dibattito ha rivelato come il tema delle intercettazioni non sia solo un problema giuridico, ma anche un elemento di strategia politica. Il senatore M5S Roberto Cataldi ha definito il dibattito come un “pendolo legislativo”, mentre il Pd ha criticato il decreto legge per il suo focus su migranti e diritti. La tensione tra i gruppi di governo si fa sempre più evidente, con il rischio di nuovi scontri.
La strategia di FdI e la resistenza di FI
FdI non ha mollato, anche se l’emendamento è nato già moribondo. L’estraneità del contenuto rispetto al dl ha reso l’approvazione poco probabile, ma il gruppo ha comunque presentato l’emendamento in aula. La resistenza di FI è stata netta, con Tajani che ha dichiarato: «Siamo contrari e credo sia inammissibile». La decisione è stata rimandata ad oggi, con un cambio d’umore improvviso nel centrodestra. La politica si gioca sulle intercettazioni. Il dibattito ha rivelato come il tema non sia solo giuridico, ma anche un elemento di potere. La giustizia, in questo caso, diventa un strumento di trattativa, con il rischio di un’ulteriore divisione nel centrodestra. La decisione finale sarà cruciale per il governo Meloni, che dovrà trovare un equilibrio tra le diverse posizioni.
