Il vescovo di Como annuncia la sospensione dell’Assemblea del Popolo di Dio e invita alla veglia missionaria

Il vescovo di Como, cardinale Oscar Cantoni, annuncia la sospensione dell’Assemblea del Popolo di Dio e invita alla veglia missionaria.

Il vescovo di Como, cardinale Oscar Cantoni, ha reso noto il suo messaggio per l’inizio del nuovo anno pastorale, annunciando la sospensione della terza Assemblea del Popolo di Dio prevista a Morbegno e l’organizzazione di una veglia di preghiera nei singoli vicariati in occasione della centesima giornata missionaria mondiale, fissata per il prossimo sabato 17 ottobre. L’annuncio è arrivato dopo un periodo di convalescenza per un ricovero ospedaliero per una polmonite bilaterale, durante il quale il vescovo ha sottolineato la profonda vicinanza dei fedeli e la forza del sostegno ricevuto attraverso la preghiera.

Un anno pastorale dedicato alla missionarietà

Il vescovo ha espresso la sua speranza che l’anno pastorale 2026-2027 sia un momento di riflessione e crescita per la Chiesa, con un focus particolare sulla missionarietà. “Vogliamo quindi dedicare questo anno pastorale alla dimensione missionaria”, ha scritto, “ossia riflettere su come trasmettere l’amore del Signore che ci è donato nel nostro ambiente, infondendo nuova vita, la vita divina, a quanti incontriamo nella semplicità dell’esperienza quotidiana”. La decisione di sospendere l’Assemblea del Popolo di Dio, già in programma per il 19 settembre, è stata presa dopo aver consultato fedeli laici, presbiteri e membri della vita consacrata, per garantire una piena continuità con il cammino finora percorso.

La pace di Dio è il fondamento della comunione ecclesiale. Il vescovo ha ricordato che il legame tra lui e i fedeli si basa sulla comunione sacramentale e sulla successione apostolica, al di là della dimensione umana o organizzativa. “Vorrei precisare, come sottolinea il Concilio Vaticano II, che il legame tra il vescovo e i suoi fedeli affonda le sue radici nella comunione sacramentale e nella successione apostolica, andando al di là della mera dimensione umana, organizzativa o sociale”, ha scritto.

Un clima di famiglia all’interno della Chiesa

La convalescenza del vescovo ha permesso di osservare un “clima di famiglia” all’interno della Chiesa, che si è manifestato attraverso accoglienza, cura, solidarietà e vicinanza. “Questi giorni di malattia mi hanno permesso di constatare con commozione un vero ‘clima di famiglia’ all’interno della nostra Chiesa, che si è confermata come una vera ‘casa’”, ha scritto. Il vescovo ha anche ricordato San Francesco d’Assisi, celebrato oggi, 4 ottobre, e i suoi 800 anni di Transito, come simbolo di una vita orientata al servizio e alla pace.

La sospensione dell’Assemblea del Popolo di Dio ha comportato il differimento di alcuni appuntamenti diocesani, tra cui l’evento in programma per il 19 settembre, a cui si erano iscritte numerose persone. “Purtroppo, a causa della mia malattia, sono stati differiti alcuni appuntamenti diocesani che avevamo precedentemente stabilito e per i quali molti di voi sono stati coinvolti”, ha spiegato. Il vescovo ha però sottolineato che il lavoro pastorale non è stato interrotto, anzi, ha continuato a garantire la sua presenza a servizio della comunione ecclesiale, assicurando una piena continuità con il cammino finora percorso.

La veglia missionaria del 17 ottobre, organizzata nei singoli vicariati, sarà l’occasione per consegnare un sussidio con i nuovi orientamenti pastorali intitolati “Discepoli missionari nella nostra Chiesa”, redatti con l’aiuto di collaboratori. Il vescovo ha espresso il suo ringraziamento per la spirituale presenza dei fedeli durante i giorni della sua malattia, sottolineando che “vi ringrazio di cuore della vostra spirituale presenza nei giorni della mia malattia”. La missionarietà è il cuore del nuovo anno pastorale. Il vescovo ha sottolineato l’importanza di riflettere su come trasmettere l’amore del Signore, infondendo nuova vita a chi incontriamo. “Vogliamo quindi dedicare questo anno pastorale alla dimensione missionaria”, ha scritto, “ossia riflettere su come trasmettere l’amore del Signore che ci è donato nel nostro ambiente, infondendo nuova vita, la vita divina, a quanti incontriamo nella semplicità dell’esperienza quotidiana, annunciando senza paura la buona notizia del vangelo, in un contesto completamente nuovo”.