Il piano scuole a Como approvato, ma tre consiglieri di maggioranza si astengono

Il piano per la riorganizzazione delle scuole a Como approvato, con tre astensioni nella maggioranza.

Il consiglio comunale di Como ha approvato il piano per la riorganizzazione della rete scolastica cittadina, destinato all’anno scolastico 2027-2028. L’approvazione, però, non ha visto il sostegno unanime della maggioranza: tre consiglieri, appartenenti alla Lista Rapinese, si sono astenuti. L’evento ha suscitato dibattito e contestazioni, con critiche rivolte al sindaco Alessandro Rapinese e alla sua gestione del tema scuole.

Il piano prevede chiusure, trasferimenti e accorpamenti di plessi scolastici, con l’obiettivo di migliorare l’efficienza e la sicurezza degli edifici. Il sindaco ha sottolineato le condizioni critiche del patrimonio scolastico ereditato dalle precedenti amministrazioni, sostenendo che molte strutture non sono a norma. Ha rivendicato circa 16 milioni di euro di investimenti effettuati per interventi su scuole come quelle di via Giussani, via Passeri e via Palestro, tra altre. Tuttavia, le critiche sono arrivate anche da parte dell’opposizione e da consiglieri di minoranza, che hanno espresso preoccupazioni per l’impatto delle decisioni su famiglie e comunità.

La divisione interna nella maggioranza

Il voto di astensione di Milo Casati, Arianna Pellegatta e Camilla Veronelli ha segnato una posizione diversa all’interno della Lista Rapinese. Nonostante l’approvazione del piano, il fatto che tre consiglieri di maggioranza non abbiano espresso un sostegno chiaro ha suscitato commenti su una mancanza di consenso unanime. Secondo alcune analisi, questa situazione potrebbe indicare una crescente distanza tra il sindaco e parte della sua squadra, anche se non si registra una rottura politica. Il dibattito ha visto anche interventi di forze politiche come Forza Italia e Lega, che hanno espresso preoccupazioni per l’approccio del sindaco. Il Partito Democratico, attraverso il consigliere Stefano Legnani, ha criticato l’assenza di confronto e di risposte ai quesiti dei consiglieri di minoranza. La mancanza di risposte, secondo Legnani, ha reso il dibattito un monologo, senza alcun dialogo con le famiglie, gli insegnanti o i dirigenti scolastici.

Un tema che non si conclude

La riorganizzazione della rete scolastica a Como rimane un tema dibattuto, con contestazioni e mobilitazioni da parte di famiglie, associazioni e forze politiche. Il piano, pur approvato, non ha risolto le tensioni, anzi ha alimentato ulteriori critiche. Il sindaco, pur difendendo le scelte, ha riconosciuto che il dibattito non si concluderà con l’approvazione del piano, ma continuerà a essere al centro di discussioni e proteste.

La situazione segna un momento di tensione nella gestione del tema scuole, con una divisione interna nella maggioranza e una forte opposizione da parte di parte della comunità. Il piano, pur approvato, rimane un tema sensibile, con conseguenze dirette sulle scelte future per le scuole e per le famiglie che vi operano. La discussione, per ora, non sembra voler trovare un punto di equilibrio, ma si prospetta un lungo confronto politico e sociale. La mancanza di consenso unanime segna una frattura interna. Il voto di astensione di tre consiglieri di maggioranza ha reso evidente una posizione diversa all’interno dell’amministrazione. Il dibattito non si è concluso con l’approvazione, ma ha alimentato ulteriori contestazioni.