Veneto approva legge fine vita: il quadro nazionale e le prossime mosse
Veneto approva legge sul fine vita, quarta regione in Italia. Altre regioni in discussione o in fase di raccolta firme.

Il Veneto ha approvato una legge sul fine vita, diventando la quarta regione in Italia a farlo, dopo Emilia-Romagna, Toscana e Sardegna. È la prima regione governata dal centrodestra a dare il via libera a un provvedimento che disciplina l’aiuto medico alla morte volontaria, in attuazione della sentenza “Cappato-Antoniani” della Corte costituzionale. La legge, con 32 voti favorevoli, 5 astenuti e 14 contrari, definisce procedure e tempi per l’assistenza sanitaria regionale al suicidio medicalmente assistito. La decisione segue una battaglia di civiltà promossa dal presidente della Regione Alberto Stefani, che ha seguito la linea del suo predecessore Luca Zaia.
La legge e le sue condizioni
La legge veneta è una versione con 39 emendamenti della proposta di legge di iniziativa popolare “Liberi Subito”, promossa dall’associazione Luca Coscioni. Il testo è stato ripresentato con modifiche che hanno tenuto conto dei rilievi della Corte costituzionale e di proposte dell’esecutivo veneto. La legge non modifica i diritti stabiliti dalla Corte costituzionale, ma disciplina l’organizzazione del Servizio sanitario regionale, definendo procedure per la verifica delle condizioni delle persone che chiedono di accedere all’aiuto medico alla morte volontaria. La legge garantisce la piena applicazione della sentenza “Cappato-Antoniani”, che ha reso legale nel nostro Paese il “suicidio assistito” a specifiche condizioni.
La legge è stata approvata dopo un lungo dibattito e un rinvio in Commissione nella seduta del 16 gennaio 2024. La posizione dell’Associazione Coscioni, rappresentata da Marco Cappato e Filomena Gallo, sottolinea che l’approvazione della legge in Veneto conferma che “Liberi Subito” è una proposta che non appartiene a un partito o a uno schieramento, ma è fondata sulla Costituzione. L’obiettivo è estendere la legge a tutte le regioni italiane, dove pur essendo l’aiuto medico alla morte volontaria già legale, mancano ancora garanzie chiare su tempi e percorsi operativi per pazienti e personale sanitario.
Le richieste e le autorizzazioni
Secondo i dati forniti dall’Associazione Luca Coscioni, in Veneto le domande sono state 31 dal 2019 a oggi. Solo tre sono state autorizzate dal comitato etico. «Con questa legge si approva sostanzialmente, nell’alveo della legittimità giuridica, una procedura che sia rispondente alla gestione, per quanto possibile, dell’eventuale paziente che ha l’ok da parte del comitato etico. È stato doveroso dare questa risposta a quei pochissimi pazienti che si presentano», ha detto Zaia. La legge, pur non modificando i diritti stabiliti, introduce tempi ragionevoli per l’intera procedura, a tutela della dignità della persona e in linea con i più recenti pronunciamenti costituzionali.
Secondo i dati dell’Associazione Luca Coscioni, nei 12 mesi precedenti sono arrivate 16.035 richieste di informazioni sul fine vita tramite il Numero Bianco. Si tratta di una media di 44 richieste al giorno, con un aumento del 14% rispetto ai 12 mesi precedenti. Nel dettaglio, 1.707 richieste di informazioni su eutanasia e suicidio medicalmente assistito (circa 5 al giorno) e 393 richieste di informazioni rispetto all’interruzione delle terapie e alla sedazione palliativa profonda (più di 1 al giorno). La legge veneta rappresenta un passo avanti per chi si trova in una situazione di irreversibile sofferenza, come ha sottolineato la Corte Costituzionale nel 2019.
La legge non modifica i diritti stabiliti, ma disciplina l’organizzazione del Servizio sanitario regionale. Il Parlamento non ha approvato una legge organica sul fine vita, pur avendo esaminato specifici disegni di legge.
- Quattro regioni hanno approvato leggi sul tema: Veneto, Toscana, Sardegna e Emilia-Romagna.
- Altre regioni sono in discussione o in fase di raccolta firme: Trentino-Alto Adige, Umbria, Liguria, Campania, Molise, Marche, Sicilia, Puglia, Lombardia, Piemonte, Lazio e Calabria.
