Instinct, l’AI che sembra capire meglio di un assistente umano

Un’esperienza con Instinct, l’AI che sembra capire meglio di un assistente umano, ma non senza rischi.

Una giornalista di WIRED ha provato l’AI Instinct, un’assistente digitale che sembra capire meglio di un assistente umano, ma non senza rischi. L’esperienza ha portato a risparmi di circa 550 dollari, prenotazioni di ristoranti e un avviso su un phishing, ma anche a un errore che ha costato 64 dollari. L’AI, che comunica attraverso iMessage e WhatsApp, ha mostrato capacità sorprendenti, ma ha anche sollevato preoccupazioni sulla privacy e sulla sicurezza.

Un’esperienza con Instinct

La giornalista ha iniziato a usare Instinct dopo aver abbandonato il lavoro a tempo pieno e aver dato accesso al suo calendario e alla posta elettronica. L’AI, che si presenta come un assistente digitale avanzato, ha mostrato una forma di interazione diversa da quelle tradizionali, come chatbot o assistenti virtuali. Non richiede un input esplicito, ma suggerisce azioni e le esegue direttamente, semplificando il processo di utilizzo.

Efficienza e rischi

Instinct ha aiutato a risparmiare circa 550 dollari annullando un volo e rebooking un ritorno a San Francisco. Ha anche prenotato ristoranti e avvertito su un phishing. Tuttavia, ha commesso un errore: ha cancellato un ordine DoorDash che era in ritardo, causando una perdita di 64 dollari. L’AI ha anche mostrato una tendenza a scusarsi senza offrire compensi per gli errori, un aspetto che ha suscitato preoccupazioni. Le condizioni di utilizzo di Instinct permettono al provider di utilizzare alcune conversazioni per addestrare i suoi modelli AI, un aspetto che ha sollevato dubbi sulla privacy. La giornalista ha anche notato che l’AI ha conservato copie delle sue email, nonostante i tentativi di disconnetterla. Questi rischi, pur non essendo insormontabili, hanno reso l’esperienza un equilibrio tra comodità e preoccupazioni.

Un’alternativa al tradizionale

Instinct si presenta come un’alternativa al tradizionale assistente umano, con una forma di interazione più naturale e intuitiva. La giornalista ha riconosciuto che, non avendo mai avuto un assistente umano, è rimasta affascinata da questa tecnologia. Tuttavia, ha anche riconosciuto i limiti: l’AI richiede ancora molto input e direzione, e non è in grado di risolvere tutti i problemi in modo autonomo. Nonostante i rischi, la giornalista ha scelto di continuare a usare Instinct, considerando i vantaggi in termini di efficienza e comodità. L’esperienza ha anche sollevato domande su come l’AI possa evolvere, e se potrebbe un giorno superare i limiti attuali. Per ora, però, Instinct sembra essere un passo avanti verso un futuro in cui l’AI potrebbe diventare una parte integrante della vita quotidiana.

  • Instinct è un’AI che comunica attraverso iMessage e WhatsApp.
  • Ha aiutato a risparmiare circa 550 dollari e a prenotare ristoranti.
  • Ha anche commesso errori, come la cancellazione di un ordine DoorDash.
  • Le condizioni di utilizzo permettono l’uso di conversazioni per addestrare i modelli AI.

La giornalista ha concluso che, nonostante i rischi, Instinct rappresenta un’alternativa interessante all’assistente umano, ma con limiti che devono essere affrontati con attenzione.